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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Politica Narni

“A Narni il sindaco rappresenta solo un elettore su tre. Voto a Terni, Latini è il nostro candidato”

Intervista a David Veller, segretario provinciale della Lega: “Siamo un partito di piazza e di governo, con una classe dirigente matura. Cambiare in corsa il sindaco uscente sarebbe una scelta autolesionista”

Narni: poteva andare meglio, ma il sindaco Lorenzo Lucarelli rappresenta solo un elettore su tre. Terni: il candidato per il voto del 2023 è Leonardo Latini, perché ha fatto bene e cambiare in corsa sarebbe autolesionista. Italia: siamo un partito di piazza e di governo, non potevamo lasciare il Paese in mano alla sinistra.

Con David Veller, segretario provinciale della Lega Terni, si parte dell’esito delle recenti elezioni amministrative di Narni per arrivare al voto che nel 2023 toccherà Terni. Passando per le sorti del governo, le alleanze di Roma e le scelte del Carroccio. Ecco la sua intervista.

Intanto, cominciamo dalle elezioni di Narni: circa 700 voti, che valgono poco meno del 9% e servono alla Lega ad eleggere un consigliere. Poteva andare meglio?

“Si, poteva andare meglio. Ed occorre sempre impegnarsi affinché vada meglio. Ma anche i vincitori hanno avuto un segnale negativo dalla scarsa affluenza alle urne. Soltanto il 56,1% degli aventi diritto ha votato, contro il 65,52 % delle amministrative del 2017, il 69,13% del 2012 ed il 75,88% del 2007. Negli ultimi 20 anni, circa il 20% in meno di cittadini narnesi ha deciso di recarsi alle urne. Solo nell’ultima sindacatura è stato perso quasi il 10% di elettori. Mi sembra un dato che merita davvero una riflessione. Chi ha vinto, il sindaco Lucarelli, con 5.409 voti, rappresenta soltanto circa un elettore narnese su tre, visto che gli aventi diritto al voto erano 15.475. E questo è sicuramente un aspetto da sottolineare e su cui tutti dobbiamo interrogarci, vincitori e vinti. Noi, come Lega, siamo stati colpiti da un astensionismo dovuto all’erronea convinzione che le cose a Narni non potranno mai cambiare. E questo scoramento generale è comprensibilmente dovuto ad oltre 70 anni di governo della città a guida centrosinistra. Che ci vado a fare a votare, tanto saranno sempre loro a comandare! Questo è il pensiero diffuso che abbiamo intercettato in campagna elettorale. Mentre invece quei 6.793 elettori che si sono astenuti avrebbero potuto in realtà fare la differenza ed addirittura eleggere un proprio sindaco. La sfiducia nel cambiamento, la rassegnazione, benché motivati da 70 anni di immobilismo, rappresentano per noi la vera sfida che è già partita all’indomani delle elezioni. Dobbiamo migliorare la nostra capacità di ascolto, ampliare la nostra presenza sul territorio, purtroppo penalizzata da due anni di pandemia. E per un partito come la Lega, che vive tra la gente, ascoltando i suoi bisogni e traducendoli in proposte, inibire il contatto personale, la vita sociale è stato particolarmente controproducente. A Narni non abbiamo mai avuto l’opportunità di dimostrare quanto in realtà valiamo e cosa avremo fatto al governo della città. Abbiamo anni avanti a noi per lavorare al fianco dei cittadini e portare avanti le loro istanze”.

Il suo partito, a livello locale come nazionale, non è più la “locomotiva” del centrodestra. Che cosa è successo negli ultimi due o tre anni? Ritiene che l’appoggio al Governo Draghi abbia allontanato una fetta di elettori?

“A livello nazionale come a livello locale, la Lega è però l’unico partito strutturato e con una classe dirigente degna di questo nome che, sono orgoglioso di dire, con il segretario regionale onorevole Caparvi, con la sua vice la senatrice Alessandrini e con tutti i segretari di sezione, stiamo costruendo anche in Umbria. Sono quindi sicuro che nel medio e lungo periodo ci consolideremo e sapremo recuperare quanto perso rispetto ad una crescita iniziale, forse, troppo impetuosa. Noi siamo un partito di piazza e di governo, ci piace il confronto con le persone, siamo nati per l’ascolto. Come ho ricordato sopra, non siamo potuti stare in piazza e tra la gente causa pandemia e questo indubbiamente ci ha un po’ penalizzato. Come forza responsabile di governo a tutti i livelli, locale, regionale e nazionale, non siamo stati in grado di spiegare al meglio quanto di buono stiamo facendo e quanto stiamo cercando di incidere. Ricordo le battaglie sostenute al governo ed in Parlamento su giustizia, tasse e costo energia, la reinfrastrutturizzazione a Terni ed in regione, la messa in sicurezza dei bilanci di Regione e Comune (è facile spendere senza controllo e mandare in default un comune come Terni!), la moralizzazione della sanità regionale e poi la sua riorganizzazione su basi moderne e a misura di cittadino, al di fuori dalle logiche clientelari. Quindi sì, non ci pentiamo di appoggiare questo governo sia nell’interesse del Paese, perché sarebbe stato molto irresponsabile, a nostro avviso, lasciare l’Italia in mano alla sinistra, sia nel nostro costante ruolo di sentinelle dei nostri valori. Sarebbe stato più facile fare opposizione e dire no a prescindere, senza poter partecipare minimamente al processo decisionale, ma non sarebbe stato nelle corde di un partito con una classe politica matura come la nostra. Siamo al governo per senso di responsabilità verso gli italiani e siamo orgogliosi di quello che stiamo portando avanti. È chiaro che non essendo al governo con una compagine di centrodestra, non possiamo pensare di riuscire a far primeggiare, su tutti i temi, la linea della Lega. Essere parte di un governo in questo particolare periodo richiede di dover fare delle scelte in ordine alle battaglie, per noi imprescindibili, da portare avanti. A volte occorre anche fare un passo indietro, in attesa di tempi migliori, per un bene più grande: quello degli italiani. Ed è quello che i nostri rappresentanti in Parlamento, stanno facendo”.

Nel 2023 si vota a Terni. Avete già cominciato a pensare a questo appuntamento?

“Sì, l’appuntamento in realtà è dietro l’angolo e ci stiamo pensando dal giorno dell'insediamento di Leonardo Latini.  Le elezioni si preparano con il buongoverno della città, con il lavoro quotidiano di una amministrazione che in cinque anni ha sempre operato per il meglio della città avendo come unico obiettivo il benessere dei cittadini ed i risultati ci stanno dando ragione e sono sotto gli occhi di tutti. Un buon sindaco non lavora solo con azioni spot o slogan dell’ultimo anno, e Leonardo Latini con tutta la sua squadra, ha dimostrato di saper fare molto bene il loro lavoro”.

Il sindaco uscente, Leonardo Latini, ha detto qualche mese fa di essere “disponibile” ad una ricandidatura. Ce n’era bisogno? Oppure questo passaggio è stato come mettere un po’ le mani avanti?

“Noi crediamo che il mandato del sindaco debba essere di almeno due sindacature per espletare al meglio le sue potenzialità e che quindi la sua rielezione sia anche un momento di conferma e verifica del buon lavoro finora fatto. Cambiare in corsa questo stato di cose sarebbe autolesionista, a maggior ragione visti gli ottimi risultati già raggiunti dalla giunta Latini. Il nostro candidato, il candidato della Lega, è Leonardo Latini e non potrebbe essere altrimenti”.

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