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Movida a “numero chiuso” per garantire la sicurezza nel centro storico di Terni

La proposta del circolo Pd “Lodovico Montani”: limitare negli orari serali di maggior afflusso l’accesso pedonale al fine di contingentarne le presenze esclusivamente per i residenti e per coloro che intendano consumare nei locali, anche in base al numero dei posti a sedere

“La nostra proposta è limitare, negli orari serali di maggior afflusso, l’accesso pedonale alle suddette zone al fine di contingentarne le presenze esclusivamente per i residenti e per coloro che intendano consumare nei locali delle aree interessate e quindi anche in base al numero dei posti a sedere”.

Lo dice in una nota il circolo Pd Terni Centro – Lodovico Montani con la quale esprime “la propria preoccupazione in relazione all’emergenza sicurezza del centro storico della città” anche a fronte del “recente ennesimo fatto di cronaca che racconta di un’aggressione ad un uomo di 35 anni”.

I dem puntano il dito contro l’attuale maggioranza al Comune di Terni che si è “presentata alle elezioni amministrative del 2018 come garante dell’ordine pubblico rispetto al propagandato stato di abbandono della città delle precedenti amministrazioni”.

Ordine pubblico che però non ci sarebbe e per il è invece “necessario un maggiore controllo delle zone della cosiddetta movida nelle quali, soprattutto nel corso del weekend, hanno luogo questi episodi anche in considerazione dei numerosi assembramenti che si sono verificati dopo le riaperture e che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni, contestualmente al sempre più probabile prolungamento dell’orario di coprifuoco” che da oggi – 18 maggio – viene spostato alle 23 in vista di una graduale cancellazione.

“Inoltre – aggiunge il circolo Pd - l’ordinanza emessa dal sindaco Leonardo Latini, a seguito dell’approvazione lo scorso 30 aprile, da parte della giunta, dell’atto di indirizzo degli assessori Bordoni e Fatale, in cui si prevede la chiusura al traffico veicolare di via Lanzi, via Fratini, piazza dell’Olmo, via Cavour e via Giordano Bruno mostra le sue criticità. Il problema non è ovviamente imputabile ai ristoratori e ai gestori dei locali, quanto piuttosto all’accesso incontrollato a quelle zone. Situazione che può e deve essere affrontata coniugando sia le legittime esigenze degli esercenti, tra le categorie più colpite dalle chiusure dovute alla pandemia e alle quali va la nostra solidarietà, che quelle di controllo dell’ordine pubblico e di un’adeguata profilassi sanitaria”.

La proposta è dunque quella di istituire una sorta di movida a “numero chiuso” o comunque controllare in maniera costante gli accessi alle aree più esposte ai rischi del centro cittadino. “Un’iniziativa del genere prevede il coordinamento di pattuglie della polizia municipale e forze dell’ordine con i servizi di sicurezza dei locali della zona. Auspichiamo – dice insomma il Pd - che la giunta comunale prenda atto della situazione e della necessità di risolvere i problemi in tempi celeri”.

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