Non c'è pace nel Pd. Lo spettro dell'incandidabilità alla poltrona regionale per Bori e De Rebotti

Il nodo è stato sollevato dal terzo candidato, Massimiliano Presciutti, che ha fatto notare un vizio di forma rispetto alla posizione di Bori e De Rebotti all'interno del partito

La gara alla segreteria regionale del Pd si sta trasformando in una "guerra fredda" combattuta in punta di regolamento. Un colpo di fioretto, l'ultimo in ordine di tempo, è stato inferto chirurgicamente dal Massimiliano Presciutti, sindaco dem di Gualdo Tadino e "terzo incomodo" nella scalata alla carica regionale, nei confronti degli altri due concorrenti decisamente più accreditati: Bori e De Rebotti.

Secondo quanto riportato oggi dal Corriere dell'Umbria, Presciutti, dopo la presentazione ufficiale delle candidatura avvenuta martedì 29 settembre nel tardo pomeriggio, avrebbe posto un quesito spinoso: coloro che fanno parte dell'assemblea nazionale del Pd, si sono dimessi dall'assise prima di depositare le firme e la propria candidatura alla poltrona regionale? Non è una "domandina" da poco, ma un punto dirimente perché, secondo il regolamento regionale del partito, coloro che aspirano a concorrere alla carica di segretario regionale e, contestualmente, dovessero far parte dell'assemblea nazionale, sono chiamati inderogabilmente a dimettersi da quest'ultima.

Un quesito che ronza attorno a Bori e De Rebotti che, guarda caso, sono anche quelli più accreditati per il testa a testa finale nelle consultazioni. Fuori pericolo il quarto candidato, Alessandro Torrini. 

La risposta di De Rebotti

Il sindaco di Narni fa sapere che, come da regolamento, ha provveduto a inviare le dimissioni da membro dell'assemblea nazionale prima del deposito delle firme a sostegno della sua candidatura. Tuttavia si attendono ancora risposte circa l'effetiva regolarità della posizione di De Rebotti e della sua candidatura.

L'incognita Bori

Rispetto alla posizione di Bori, dato per grande favorito, non ci sono né smentite né conferme. Un silenzio che fa presagire un'analisi approfondita della sua posizione da parte del suo fidatissimo entourage.

Cosa dice il regolamento regionale

Leggendo gli articoli del regolamento regionale circa l'elezione del segretario e dell'assemblea regionale già citato dal Corriere dell'Umbria, non ci sarebbe davvero nulla da interpretare. Infatti, l'articolo 5 comma 2 recita: "La carica di componente dell'assemblea regionale è incompatibile con quella di componente dell'assemblea nazionale. Qualora un componente dell'assemblea nazionale volesse candidarsi all'assemblea regionale, deve dimettersi entro la data di presentazione delle liste". Proprio in forza dell'asserzione del primo periodo dell'articolo, il sindaco Presciutti chiede l'eventuale ricusazione delle candidature inamissibili.

I movimenti di Roma

Un grattacapo, l'ennesino, che la commissione competente dovrà maneggiare con cura. Una "sentenza" molto attesa ma che tarda ad arrivare. Nell'aria si sente odore di deroga alla saverità del regolamento per evitare cortocircuiti fra le correnti - decisamente elettriche - del partito.

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Una questione che, nel miglior stile dem, ha aperto un dibattito interno nel cuore del Pd che, tuttavia, dovrà pronunciarsi a breve. Una delle soluzioni possibili potrebbe essere il rinvio delle consultazioni per il rinnovo della segreteria regionale. Il tempo stringe. Forse già nella giornata di giovedì 1 ottobre arriverà il verdetto.

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