Caos Pd, Silveri non molla: chi è causa del disastro non può dare lezioni

Il segretario provinciale non segue il passo indietro della Giovannelli: "Non mi sento responsabile di niente". Scatta il toto-nomi per la successione dell'avvocato alla guida dei Dem ternani

Il Pd si guarda allo specchio

"Chi è causa del disastro non può dire a me o altri quello che bisogna fare, io non mi dimetto". Mentre a Terni la segretaria comunale del Pd Sara Giovannelli abbandona la nave dei Dem a mezzo stampa, il segretario provinciale Paolo Silveri non molla e punta il dito contro i personalismi che continuano ad attraversare il partito malgrado le macerie elettorali che ancora non sono state rimosse. Entrambi, sia la Giovannelli e che Silveri, erano stati messi sotto accusa nei giorni scorsi dal duro documento firmato da nove circoli cittadini che chiedevano loro un passo indietro dopo la debaclè del 10 giugno scorso.

"Devo ancora leggere le motivazioni della decisione di Sara - dice - ma sono convinto che saranno sicuramente legittime. Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di dimettermi perché non mi ritengo responsabile né politicamente né per quello che è successo alle elezioni amministrative. Se poi l'assemblea provinciale mi vorrà sfiduciare ne discuteremo in quella sede. Non possono essere le stesse persone che hanno causato il disastro a dire quello che bisogna fare - continua - e se vogliono continuare a fare la guerra, beh mi sembra che i risultati che hanno prodotto siano evidenti".

Silveri non da riferimenti o nomi ma è evidente il rimando a quell'asse di maggioranza - che oggi non c'è più - che ha portato all'elezione della Giovannelli e ha guidato la selezione delle candidature per le Comunali. "Molti dei circoli che hanno sfiduciato la Giovannelli hanno votato lei", sottolinea. "La mia impressione - prosegue - è che qualcuno stia continuando a utilizzare il partito per questioni personali. I veri problemi sono invece altri, dobbiamo tornare a dare risposte alla gente se vogliamo recuperare quello che è stato perso alle ultime elezioni".

Ma cosa succede ora dopo le dimissioni della Giovannelli e con un congresso nazionale annunciato per settembre? "L'assemblea comunale ha titolo per eleggere un nuovo segretario, decideranno loro quale è la strada da intraprendere", taglia corto Silveri. All'assemblea, o comunque agli organismi del partito, le dimissioni della Giovannelli non sono state formalizzate ma annunciate pubblicamente a mezzo stampa. "Ho letto come tutti la lettera - spiega la vicepresidente dell'assemblea comunale reggente, Simona Berretta - ma non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione dalla segretaria che comunque dovrà discutere le sue decisioni in assemblea".

Tuttavia tra i 106 delegati dell'assemblea nessuno ha al momento i numeri per eleggere un nuovo segretario, come non avrebbe avuto in realtà nemmeno i numeri per sfiduciare la Giovannelli anche alla luce dell'atteggiamento dell'opposizione palesato dai distinguo nel circolo di San Giovanni Cospea. Peraltro le dimissioni della segretaria hanno spiazzato i segretari dei circoli "ribelli" che per domani avevano convocato i membri dell'assemblea comunale al circolo di via Eugenio Chiesa per illustrare loro il documento. Mossa che è finita già all'attenzione della commissione di garanzia per mano di Michele Di Schino che ha sollevato dubbi sull'operato dei nove circoli firmatari. 

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Le varie correnti interne non hanno al momento la forza di imporre una soluzione. Questo potrebbe favorire, come già caldeggiato da tanti nell'ultima assemblea comunale post disastro elettorale, la nomina di un commissario da parte del Pd nazionale. Ma anche a Roma di problemi ne hanno abbastanza. Così torna sul tavolo il nome come possibile traghettatore quello dell'ex ministro Cesare Damiano anche se c'è chi starebbe sondando l'idea di provare a fare una proposta di prospettiva. Circola così il nome del giovane Mattia Nannurelli come quello di Antonello Fiorucci, non fosse altro che quest'ultimo è già stato candidato alla segreteria comunale. Poi però ci si interroga anche sul profilo giusto per questo momento storico in cui il Pd deve ricostruire dalle macerie all'opposizione di una città che ha sempre governato nelle sue varie declinazioni. Un giovane oppure una persona più esperta? E allora perché non Alessandro Pardini, sconfitto dalla Giovannelli all'ultimo congresso, ma che proprio quando i circoli avevano chiesto le dimissioni della segretaria l'aveva quasi difesa. "Non ci sentiamo di unirci al coro di critiche che oggi si levano contro la segreteria - aveva scritto - soprattutto se vengono da chi la ha fortemente ed a qualunque costo imposta e che oggi, con un voltafaccia tanto sorprendente quanto incomprensibile, ne chiede le dimissioni .Sarebbe troppo facile per noi dire ora che avevamo previsto tutto e che avevamo provato a proporre un percorso alternativo al Pd. Pensiamo invece che adesso sia il momento della riflessione e del silenzio. Chiediamo invece con forza che a settembre si apra un dibattito chiaro e trasparente all’interno del partito tutto, che coinvolga i circoli e tutti i militanti, per individuare non solo le strade, che il Pd ternano dovrà percorrere nel ruolo nuovo di opposizione all’attuale amministrazione comunale. Ma soprattutto che si possa individuare una strategia per dare senso ai due anni,che ancora ci vedranno amministrare la Regione e si metta finalmente mano ad un vero ricambio di quella classe dirigente, che fino ad ora ha gestito il partito a Terni ed in Regione e che porta inevitabilmente e completamente la responsabilità degli ultimi disastrosi esiti elettorali". Insomma, il toto segretario è solo all'inizio. 

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