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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Politica

Università-ospedale di Terni, i paletti per la convenzione: le proposte sul tavolo di Casciari

Stop alla bozza, i capi dipartimento presenteranno le loro proposte al direttore generale dell’azienda ospedaliera. Francesco Ferranti: “Forza Italia ha spinto per questa scelta di buon senso, non c’è nessuna spoliazione in atto”

La convenzione Università-ospedale di Terni si ferma: stop alla bozza del documento che in queste ore ha destato “comprensibile preoccupazione” e una serie di proposte da valutare che arrivano direttamente dagli operatori sanitari sul tavolo del direttore generale del Santa Maria di Terni, Andrea Casciari.

Una “scelta di buon senso” che ha in queste ore visto un fitto lavoro dentro la maggioranza di governo, in Regione come al Comune di Terni, è che sarebbe stata seguita dalla presidente Donatella Tesei fino a decidere di rinviare la data della presentazione, inizialmente prevista per il primo marzo.

Sul tavolo della trattativa resta dunque il ruolo delle due aziende ospedaliere dell’Umbria, Terni e Perugia, e dunque il peso che le due strutture avranno in termini di competenze e figure professionali. Un approfondimento che ha portato i capi dipartimento ad elaborare una serie di proposte che ora verranno analizzate ed eventualmente integrate nella convenzione.

“L’obiettivo è quello di rendere più competitiva la nostra azienda ospedaliera”, commenta il presidente del consiglio comunale di Terni, Francesco Maria Ferranti. “La presidente Tesei – aggiunge Ferranti - ha responsabilmente scelto la strada della scelte collegiali e condivise con gli operatori del settore e anche con i partiti. Una linea, quella della condivisione e della collegialità, che è stata fortemente sostenuta da Forza Italia a tutti i livelli, dall’onorevole Nevi, dal coordinatore Romizi e anche dal sottoscritto in qualità di presidente del consiglio comunale del capoluogo sede dell’ospedale. Sono da sempre dell’idea che le scelte inerenti l’azienda ospedaliera – conclude Ferranti - debbano essere condivise con medici e operatori sanitari che lì operano, coinvolgendoli in modo adeguato”.

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