Dai primi “calci” ai titoli mondiali, il Subbuteo a Terni ha una storia da campioni: “Sarebbe bello ricominciare”

I ricordi di Alessandro Arca e i successi di Francesco Mattiangeli, così il gioco da tavola è diventato “grande” nella città di san Valentino. “Ho ancora in casa la squadra più preziosa del mondo”

Come tutte le grandi storie che si rispettino, anche quella del Subbuteo a Terni deve fare i conti con un “mistero”. E riannodare le trame di questa avventura nata per gioco e diventata d’oro, significa risalire il tempo e le generazioni. Fino ad arrivare ad un garage. In via Tintoretto, zona stadio. E non poteva essere altrimenti.

Perché è qui che sembra abbia visto la luce l’embrione del primo club di subbuteo a Terni. Attorno al tavolo ci sono Stefano ed Alessandro Arca, è il 1976. Il gioco da tavola è ancora quasi uno sconosciuto, però la passione e la curiosità di questi ragazzi c’è. Arrivano i primi tavoli, le prime squadre da comporre, magari risparmiando i soldi della paghetta della settimana.

giovanissimi-2“Eravamo ancora pochi”, ricorda Alessandro.  E a quei pochi si aggiungono Fabrizio Livoni e un’altra coppia di fratelli, Francesco e Federico Mattiangeli. Il gruppetto si allarga, la passione si accende. Verso la fine degli anni ’70 si cominciano ad organizzare i primi tornei. Le dita sul panno verde prendono a danzare abili, raffinate e attente a calibrare bene i colpi. Gli allenamenti pagano.

“Nel 1981 il club subbuteo Terni vince la Coppa Italia Umbra, battendo Perugia”, ricorda Francesco Mattiangeli. “La domenica mattina si saliva in macchina in cinque, per andare a giocare magari si facevano centinaia di chilometri e poi in giornata si tornava a Terni”, dice Arca.

Da qui in poi, il Subbuteo a Terni diventa affare da campioni. Una galoppata lungo tutti gli anni ’80. “Abbiamo vinto il campionato di serie B, nel 1989 siamo arrivati terzi in serie A”, aggiunge Mattiangeli.

Sempre Mattiangeli, nel 1989 conquista il titolo italiano, dopo che il fratello Federico - nel '84 - aveva raggiunto il terzo posto nella categoria juniores.

mattiangeli campione del mondo-2Poi, qualcosa nel gioco si spezza. Nel ’90, nonostante il gioco continuasse, sul club si abbassa il sipario a causa di impegni universitari e lavorativi. Passano diversi anni, fino al 1998, quando ognuno fa la sua scelta. Francesco e Federico Mattiangeli riprendono a giocare con Perugia e il più grande fra i due fratelli mette in tasca un paio di titoli mondiali, coppe campioni e così via. I fratelli Mattiangeli con in tasca le medaglie più “pesanti” costruiscono una carriera importante. Ma anche Alessandro Arca si fa valere.

Il palmares del Subbuteo a Terni invece si interrompe: in bacheca restano ricordi e articoli di giornale. Ma non solo. “Io sono in possesso della squadra più preziosa del mondo”, dice Arca. Ne venne in possesso nel 1980 durante la fase finale del Guerin Subbuteo a Genova, comprandola dal campione genovese Stefano Beverini e pagandola centomila lire. Per l’epoca, una bella cifra.

squadra più preziosa-2“Questa squadra vinse i campionati europei di Subbuteo nel mitico Stadio di Wembley a Londra, nel 1978”. Beverini l’aveva prestata ad Andrea Piccaluga perché, al momento di iniziare la finale, il colore delle basi degli omini si confondeva con quello della squadra dell’avversario. L’arbitro chiese allora il sorteggio. Piccaluga perse e si fece prestare la squadra da Beverini. Conquistando poi la gara ed il titolo.

C’è una breve parentesi intorno agli anni duemila. Ma niente che riesca a competere coi fasti di trenta o quarant’anni fa. “Anche oggi a Terni è stato ricostituito un Subbuteo club. Ma il sogno – ammette Arca - è di mettere assieme un team di livello per tornare almeno alla serie C”.

E Mattiangeli che ne pensa? “Oggi a Terni ci sono i fratelli Perotti, Marco gioca ad Aosta. Certo, quando smetteremo tutti, sarebbe bello ricomporre la Ternana Subbuteo”. E dunque, magari per i tempi supplementari c’è ancora speranza.

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