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Pini e tigli abbattuti in via Alfonsine, gli ambientalisti: “Non si possono sacrificare le piante per esigenze legate al commercio”

L’allarme del circolo Verdi ambiente e società di Terni: “Ci ritroveremo affogati dallo smog e dal cemento del nuovo mega centro commerciale”

Otto pini, cinque tigli ed un ligustro: questi gli alberi che sono stati abbattuti giovedì scorso in viale Alfonsine per la nuova viabilità. Alberi che “avevano problematiche gravi” e che comunque “verranno sostituiti con altrettanti”, aveva detto l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati.

Eppure la situazione non convince l’associazione ambientalista Vas (Verdi ambiente e società) di Terni, che così commenta: “Giovedì è andato in scena l’ennesimo scempio ambientale con l’abbattimento di pini di alto fusto e di tigli in via Alfonsine – scrive Pierluigi Rainone, segretario circolo VAS di Terni – sacrificati per fare spazio alla pubblicità del mega centro commerciale che sta per nascere accanto a quello già esistente. Il Comune di Terni, prima di effettuare l’ennesimo abbattimento di alberi di alto fusto ha sentito il parere di un agronomo di esperienza ma che, a nostro parere, non ha tenuto conto del fatto che delle piante non possano essere sacrificate per esigenze di viabilità (che può essere sempre modificata) o, ancora peggio, per esigenze legate al commercio”.

Tante le preoccupazioni: “Di questo passo i residenti di Cospea si troveranno affogati dallo smog (creato dall’enorme traffico di auto private e di mezzi pesanti) e dal cemento del nuovo mega centro commerciale che, oltretutto, farà andare ancora più in crisi il piccolo commercio del quartiere. Fermo restando la stima nei confronti dell’agronomo (perito di parte), riteniamo che il via libera all’abbattimento sia stato un errore per tutti i motivi sopra esposti”.

E conclude Rainone: “Il Comune parla come sempre di nuove piantumazioni, ma intanto i ‘giganti verdi’ se ne vanno lasciandoci ancora più desolati in questa città sempre meno vivibile. Ci sarà anche il drive Burger King: in questo modo ‘l’americanizzazione di Terni’ avanza di giorno in giorno favorita dalla totale subordinazione al mercato del Pd e della neo giunta a guida leghista”.

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