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Acqua azzurra, acqua cara: la bolletta idrica a Terni fra aumenti e reti colabrodo

Il rapporto sul servizio idrico integrato redatto da Cittadinanzattiva: quanto spendono le famiglie in città e quanto “oro blu” viene disperso negli aquedotti

Secondo l’ultimo rapporto sul servizio idrico integrato redatto da Cittadinanzattiva e pubblicato lo scorso mese di marzo, a Terni le perdite idriche comunali ammontano al 47 per cento e quelle provinciali superano il 48 per cento. Significa che su cento litri immessi nella rete, quasi cinquanta se ne vanno. E se è vero che i dati a cui il report fa riferimento sono stati elaborati il mese scorso ma sono relativi al 2020, è altrettanto vero che - molto probabilmente - in questi ultimi anni la situazione non è cambiata chissà quanto. Se non dal punto di vista delle tariffe.

Infatti, la diciannovesima edizione del dossier che rientra nelle campagne relative agli osservatori su prezzi e tariffe, mette a confronto le bollette 2023 con quelle dell’anno prima e con quelle del 2019. E il risultato è sempre lo stesso.

Dice Cittadinanzattiva che per un consumo di 182 metri cubi l’anno, una famiglia a Terni spende in media 613 euro a fronte di una quota regionale di 594 euro, con un aumento del 6 per cento rispetto al 2022 e del 17 per cento rispetto al 2019. La tariffa - ovviamente - si abbassa se si riduce il consumo a 150 metri cubi: 481 euro l'anno, con aumenti del 6 per cento sul 2022 e del 17,1 per cento sul 2019. Anche in questo caso, la bolletta ternana è più alta che nel resto della regione, anche se di poco visto che la media della spesa è di 479 euro/anno.

L’impatto sui conti è mitigato nel caso in cui si abbia diritto al bonus sociale idrico che per un nucleo di tre componenti si aggira intorno ai 130 euro (138 la media regionale) e contribuisce ad abbassare le bollette di circa il 21 per cento nel caso del consumo più elevato e del 27 per cento per i consumi più bassi.

Il tema realmente centrale - e che si riflette anche sulla questione dei costi – resta però quello delle perdite idriche. Secondo l’analisi di Cittadinanzattiva, la media territoriale dell’Umbria è del 49,1 per cento e risulta essere tra le più alte d’Italia visto che peggio fanno soltanto Abruzzo, Basilicata, Lazio e Sicilia.

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