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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Coronavirus, bar e settore della ristorazione a Terni si preparano alla fase 2. Ecco le linee guida per il riavvio

Incontro tra Regione Umbria e Federazione italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio, chiesta tutela e sospensione dei balzelli per permettere ai gestori di non chiudere per colpa della crisi dettata dal Covid

La Fipe Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi – ha predisposto le linee guida del Protocollo per la prevenzione del Covid-19 per le aziende del comparto della ristorazione a tutela dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori.

La proposta è stata stilata, a livello nazionale,   da un gruppo di lavoro Fipe, sotto la supervisione scientifica di un qualificato infettivologo di fama internazionale.

“La Fipe Umbria intende fare lo stesso percorso con i sindacati unitari - sottolinea Mirko Zitti vicepresidente di  Fipe Umbria – così da presentare il Protocollo condiviso alla Regione entro la prossima settimana. Si tratta delle procedure  da applicare in bar, ristoranti e servizi catering per garantire la sicurezza per i rischi  da contaminazione sia per i clienti che per i dipendenti, anche se sappiamo che non basterà per un ritorno alla normalità.  Le misure di sostegno all’economia non  sono state pensate per i pubblici esercizi con la conseguenza che  50mila  imprese in Italia rischiano di non riaprire. E’ necessario quindi che, con la fase due,  il Governo dia segnali forti  sui temi degli indennizzi a favore di chi perde ingenti fatturati, della fiscalità, degli ammortizzatori sociali oltre che interventi sulle locazioni commerciali”

“Per essere espliciti – aggiunge Stefano Lupi Presidente Confcommercio Terni- un locale che vedrà ridotto il numero dei coperti e quindi ridimensionata la sua attività, ha bisogno  di supporto anche in tema di tributi locali quali Tari, Tosap, Tassa sulla pubblicità ma non solo in termini di proroga  quanto piuttosto di sospensione per il periodo della crisi da Covid-19.”

In attesa della completa riapertura, la Fipe Umbria dopo aver presentato già da qualche giorno specifica  istanza alla Regione, auspica che quanto prima venga permessa la vendita per asporto, in aggiunta all’attività di delivery, così come è stato già fatto in altre regioni .

“La tempestività delle azioni e la definizione di provvedimenti mirati- aggiunge Stefano Lupi_ sono i presupposti fondamentali per tenere in vita, anche nella nostra regione, la qualificata rete di pubblici esercizi con il loro grande valore sociale, ed evitare così l’esplosione dei tassi di mortalità per le attività, la dispersione di professionalità  nonché l’infiltrazione della criminalità ”.

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