Stelle in cucina, c’è anche un giovane ternano nell’Olimpo degli chef italiani

Rocco Iovine, 20 anni, si è diplomato alla scuola fondata nel 2004 da Gualtiero Marchesi assieme ad altri 68 ragazzi provenienti da tutta Italia

Nell’Olimpo della cucina italiana brilla una stella in più. Si tratta di Rocco Iovine, 20 anni, di Terni, che si è diplomato cuoco professionista presso Alma, la scuola internazionale di cucina fondata nel 2004 da Gualtiero Marchesi.

IovineRocco2-2Il giovane ternano ha completato il percorso di formazione assieme ad altri 68 ragazzi – tra cui 12 donne -provenienti da tutta Italia che hanno studiato per dieci mesi, concludendo con uno stage ed un esame finale. A valutare il grado di preparazione dei 69 candidati è stata una commissione mista, composta da docenti Alma, sotto il coordinamento del direttore didattico chef Matteo Berti, e da 51 visiting chef, che, insieme, totalizzavano 26 stelle Michelin. Tra i giurati presenti, l’executive chef Riccardo Monco, del ristorante tristellato “Enoteca Pinchiorri”; in rappresentanza di ristoranti bi-stellati, Valeria Piccini, chef patron del ristorante “Da Caino”, Simone Monco, sous chef di Antonino Cannavacciuolo a “Villa Crespi” e Christian Conidi, sous chef al ristorante “Antica Corona Reale”.  

Adesso per Iovine - e per gli altri studenti, tra i quali il 21enne lucano Michele Di Già, risultato miglior studente della 40esima edizione del corso e che ora fa parte della squadra del Ristorante “Osteria Francescana”, sotto la guida dello chef Massimo Bottura, da pochi mesi tornato sul tetto del mondo, avendo conquistato per la seconda volta (dopo quella del 2016) la testa del World’s 50 Best Restaurants – si apre la sfida del mondo del lavoro.
ALMA_Rocco-Iovine-2“In virtù di un percorso didattico sfidante, della durata di 10 mesi, che è culminato nello stage prima e nell’esame finale poi, sotto lo sguardo di alcuni tra i più grandi interpreti della Cucina Italiana d’autore - spiega il direttore generale di Alma, Andrea Sinigaglia - i nostri diplomati sono ora pronti ad affrontare le difficoltà del lavoro quotidiano: emblematica, in questo senso, è la parabola professionale di Di Già, subito assunto da quello che è considerato dagli addetti ai lavori il miglior ristorante al mondo. Secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere, il 69% dei potenziali datori di lavoro denuncia ancora difficoltà nel reperire personale di cucina qualificato. Nel 50,7% dei casi, l’ostacolo principale è rappresentato da una preparazione inadeguata. Studiare in Alma garantisce l’acquisizione non solo di una forte etica e delle tecniche di lavoro corrette, ma anche di competenze trasversali molto importanti per la professione di cuoco: mi riferisco, ad esempio, alla capacità di lavorare in gruppo e all’utilizzo di strumenti e tecnologie d’avanguardia. Per noi è poi fondamentale aiutare i ragazzi a maturare una riflessione su tematiche sensibili come quelle della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e del riuso: non dimentichiamo che in Italia, in media, si sprecano tuttora 110 kg di cibo all’anno a persona”.

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