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Un milione per il “Palazzone” di viale Brin a Terni: “Migliora la qualità della vita per 64 famiglie”

Intervento dell’Ater sullo storico edificio realizzato nel 1890: saranno sostituiti tutti gli infissi per ridurre i consumi energetici

Il “Palazzone” costituisce a Terni l’esempio più conosciuto di prima edilizia operaia. Situato in viale Brin, quartiere della Regia Fabbrica d’Armi del 1875 e delle Acciaierie del 1884, fu costruito nel 1890 proprio a supporto della prima industrializzazione. Un secolo fa vi abitavano circa 600 persone in condizioni difficili e costituisce per questo uno degli esempi di archeologia industriale di quel periodo quando la Terni subì interventi di trasformazione repentina e di inurbamento pesante, da città agricola a quella che fu poi chiamata la Manchester d’Italia. È un edifico di cinque piani costruito a mattoni e la cui distribuzione agli odierni 64 alloggi avviene attraverso ballatoi esterni all’interno di un grande chiostro. Le tamponature perimetrali e i solai di piano/copertura in latero/cemento garantiscono un discreto isolamento termico, tuttavia, il consumo energetico globale è compromesso dalla presenza nei singoli alloggi di infissi esterni in legno realizzati con tecnologie obsolete, provvisti di vetro singolo. L’usura e la vetusta degli stessi non garantiscono più l’impermeabilità né idonee resistenze termiche, comportando discomfort e notevoli dispersioni energetiche.

Gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico riguarderanno la sostituzione degli infissi esterni con posa di nuovi in alluminio a taglio termico e giunto aperto completi di scuri interni, dotati di sistema ad anta a ribalta dove previsto: gli infissi saranno provvisti di vetro trasparente termo-isolante basso emissivo avente caratteristiche di coibenza termica in grado di soddisfare gli standard richiesti dalle normative vigenti in materia di contenimento del consumo energetico con un sensibile miglioramento delle prestazioni energetiche delle unità immobiliari e dell’intero involucro edilizio.

Il costo dell’intervento ammonta a un milione di euro ed è interamente finanziato con le risorse del fondo complementare al Pnrr. Le opere sono state affidate al consorzio Edilart di Senigallia con ultimazione delle opere contrattualmente prevista per il 2 giugno 2024.

“Questo intervento – spiega l’assessore regionale Enrico Melasecche - rientra fra i molti che l’Ater sta operando in tutta l’Umbria, tuttavia assume nel caso specifico una valenza particolare perché avviene in un edifico storico di oltre centotrenta anni fa, oggetto di una narrazione copiosa relativamente all’esistenza particolarmente precaria degli operai dell’epoca. Migliora la qualità della vita delle 64 famiglie particolarmente disagiate che lo abitano, riducendone sensibilmente i consumi energetici”.

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