Attualità Centro

Avvocati, è fuga dalla professione: a Terni crescono le cancellazioni dall’Ordine

Da inizio anno sono 18 i legali che hanno fatto marcia indietro: stipendi bassi, poche tutele e il mega concorso pubblico. De Angelis: “Oggi trovare praticanti è impossibile”

“Qualche anno fa, se avevi bisogno di un giovane praticante per il tuo studio, avevi l’imbarazzo della scelta. Oggi invece è molto difficoltoso”. La fuga dalla professione che sta interessando l’Ordine degli avvocati in tutta Italia si sente anche a Terni: dall’inizio dell’anno, secondo i dati forniti dall’Ordine, sono diciotto i legali che si sono cancellati dalle liste. “Si tratta di cancellazioni volontarie, non decessi, malattie o simili”, precisano dalla segreteria. Numeri alti, considerando che in tutta la provincia sono 700 gli iscritti. La tendenza era già avviata prima della pandemia, poi il covid e altri fattori l’hanno accelerata. 

Diversi i motivi degli abbandoni. Tra questi, la questione economica, considerando lo stipendio medio e le spese da affrontare per contributi, affitto dello studio e simili. Secondo gli ultimi dati raccolti da Il Sole 24 ore lo stipendio medio dichiarato per il 2019 a livello nazionale ammonta a 40.180 euro, -15% rispetto al 2010. Un livello che, nella maggior parte dei casi, si raggiunge dopo anni di gavetta (come del resto in molte altre professioni). A questo scenario va aggiunta la mancanza di tutele professionali e di certezze. Certezze che magari potrebbero arrivare invece dai concorsi pubblici istituiti di recente tramite il Pnrr, nell’ottica della riforma degli uffici. 

Dei diciotto avvocati che si sono cancellati dall’Ordine “la maggior parte - spiega Antonio De Angelis, presidente nazionale dell’Aiga, la sezione che rappresenta i giovani avvocati - hanno partecipato ai concorsi nazionali per diventare cancellieri o funzionari di tribunale”. Fattore emblematico della necessità di maggiori garanzie occupazionali. “Il Covid poi - prosegue De Angelis - ha aggravato la situazione, anche perché in questa fase, per via di pagamenti che spesso temporalmente successivi allo svolgimento delle pratiche, gli avvocati scontano maggiormente gli stop delle attività dei mesi più duri della pandemia”. 

Altro fattore, quello della domanda/offerta. “Tra il Lazio e la Campania - spiega il presidente De Angelis - ci sono più avvocati che in tutta la Francia. Sicuramente questo è un elemento da prendere in considerazione, anche in relazione ai nuovi settori su cui la nostra professione può guardare, come per esempio il diritto sportivo, l’assistenza continua alle imprese, il web e il settore green. Soprattutto nell’ottica dei giovani: su Terni qualche anno fa era semplicissimo trovare un collaboratore per lo studio, oggi invece è quasi impossibile. Il rischio è di trovarsi fra qualche anno a constatare che si è persa una generazione di avvocati, quella che oggi dovrebbe affermarsi”. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Avvocati, è fuga dalla professione: a Terni crescono le cancellazioni dall’Ordine

TerniToday è in caricamento