Piatti tipici sudamericani, i consigli dello chef Roberto Agostini

Il lungo viaggio di Roberto Agostini che ha avuto modo di cimentarsi con le cucine e le tradizioni del territorio

Roberto Agostini

Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di raccontare lo straordinario viaggio di Roberto Agostini. Lo chef narnese è in procinto di organizzare una nuova ed avvincente avventura con partenza in moto da Santiago del Cile ed arrivo in Alaska. A Roberto abbiamo chiesto le leccornie - che gli sono rimaste maggiormente impresse - di ogni singolo paese attraversato. Eccole nel dettaglio:

Brasile: Moqueca baiana ossia una zuppa speziata dove utilizzando anche il coriandolo, pepe di cayenna ed il latte di cocco

Cile: Sopaipillas de zapallo simili a delle frittelle dolci e salate che vengono vendute nei chioschetti lungo le loro strade

Argentina: Cordero patagonico al palo; un agnello due volte più grande rispetto a quello che si vede in Italia, carne molto delicata

Empanadas: fritte o al forno con ragù, carne, uovo sodo, verdure

Churros ed alfajores (dolce): da accompagnare con il celebre Dulce de leche

Bolivia: Anticucho un cuore di manzo condito appena scottato alla brace e cucinato con patate e salsa di noccioline. I boliviani lo vendono per strada al costo di un euro

Mondongo: stufato di maiale molto speziato con il coriandolo, riso e patate

Non solo piatti tipici ma anche tante belle storie da ricordare nell’abbinare buon cibo e ottima compagnia: “In Argentina e Cile il massimo della convivialità si concretizza nel frangente in cui si condivide l’asado. Ci si ritrova tutti seduti intorno ad una grande griglia. Al termine della cottura il momento più atteso ovvero la suddivisione della carne - mangiandola con le mani - nello stesso piatto. C’è poi la possibilità di poter gustare il curanto argentino mediante una tecnica di cottura davvero particolare. Un vero e proprio forno sottoterra derivato dallo scavamento di una buca e l’utilizzo di pietre incandescenti rimaste a contatto con il fuoco. Sono tutti attimi di grande aggregazione che dimostrano l’accoglienza di questi popoli”

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