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Raccolta differenziata, premiati due Comuni nel Ternano. Legambiente: “Nel 2020 dati fermi rispetto al 2019”

L’associazione ambientalista commenta i dati diffusi da Arpa sulla gestione dei rifiuti: “Bene Calvi e Otricoli con solo 75 chili di indifferenziato pro capite”. La differenza con Terni

“I dati del 2020 rispetto all’anno precedente sono sostanzialmente fermi sulla raccolta differenziata: per questo bisogna fare di più”. Arriva il commento di Legambiente sui dati regionali diffusi da Arpa nei giorni scorsi in merito alla gestione dei rifiuti sul territorio. Dati che rilanciano i Comuni di Otricoli e Calvi dell’Umbria, già premiati come Comuni Ricicloni, e che evidenziano alcune difficoltà nel resto della regione. 

L’EcoForum nazionale di Legambiente nei giorni scorsi ha premiato i Comuni Ricicloni italiani: tra questi anche due umbri, come da qualche anno a questa parte, Calvi dell’Umbria e Otricoli, i due comuni della provincia ternana che oltre ad avere elevate percentuali di differenziata, hanno meno di meno di 75 kg per abitante di rifiuti indifferenziati (Terni è a 122). L’Umbria però è tra le ultime regioni per numero di Comuni che rientrano in questi criteri, solo 2 comuni sui 92 totali.

“Da una prima analisi dei dati Arpa - spiega Legambiente - quello che emerge nel 2020 è che la situazione a livello regionale è praticamente rimasta identica al 2019 a partire dalla RD che si ferma al 66,2% crescendo di solo 0,1% rispetto al 2019. A livello dei singoli territori, per capire se un comune sta operando correttamente, non bastano le sole percentuali di raccolta differenziata, serve vedere in primo luogo  se il rifiuto secco residuo sta effettivamente diminuendo perché questo è la gran parte di quanto poi finisce nelle discariche. I dati di quest’anno ci mostrano  che nel nostro indifferenziato finiscono molti materiali riciclabili come la carta, e anche altra plastica, segno evidente che durante il lockdown non sono stati differenziati correttamente. Serve poi analizzare anche la qualità delle raccolte a partire da quella della frazione organica, che può generare ancora molti scarti e infine estremamente utile è anche comprendere la composizione del rifiuto secco residuo per capire come indirizzare le politiche di gestione al fine di minimizzare lo smaltimento in discarica che dovrebbe arrivare, ricordiamo, ad un 10% massimo entro il 2035”.

“Presi collettivamente questi dati, percentuali di raccolta differenziata, produzione e quantità della RUR (rifiuto urbano residuo, ndr) e qualità della frazione organica, ci confermano che la maglia nera della regione sono sempre i comuni della Valle Umbra (il sub ambito 3 folignate-spoletino, ndr) che oltre ad avere ancora tutta la Valnerina senza raccolta differenziata, hanno un raccolta differenziata media del 55,6%,  una produzione annua totale di rifiuti di 567 kg/abitante, la più alta della regione, e infine una qualità della frazione organica decisamente peggiorata nel 2020. A livello comunale si nota poi che  Foligno si ferma al 60,8 %, regredendo di qualche punto rispetto all’anno precedente e continuando a mancare gli obiettivi minimi posti dalla regione. Anche comuni importanti come Nocera Umbra e Montefalco mostrano per l’ennesimo anno le solite scarsissime performance di differenziata, del   27,7%  e 35,1%  rispettivamente, con qualità delle raccolte dell’organico veramente infime”.

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