La "guerra" delle farmacie, l'azienda pronta a denunciare il Comune

Il mancato rinnovo dei contratti a tempo e il blocco delle assunzioni comporterà la chiusura in alcuni giorni e una perdita di quasi un milione di euro. Sciamanna: inviamo tutto a procura e Corte dei conti

Palazzo Falchi, sede di Farmacia Terni

Farmacie, è guerra totale tra azienda e Comune di Terni. L'amministratore unico Fausto Sciamanna è pronto a denunciare il socio unico, ovvero palazzo Spada, alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica per i danni che deriveranno dalla mancata proroga dei contratti a tempo e dal blocco delle assunzioni per la copertura dei posti vacanti. La conseguenza, secondo l'azienda, sarà la chiusura delle farmacie in alcuni giorni e fasce orarie con una perdita economica di quasi un milione di euro.

Lo stop del Comune

Il primo siluro era partito in mattinata da palazzo Spada. Con una nota firmata dal dirigente alle Attività finanziarie Luciano Sdogati il Comune comunica a Farmacia Terni che non intende "concedere il nulla osta" né per le proroghe del personale con contratto a tempo determinato in scadenza il 31 dicembre 2018 - 7 farmacisti e un fattorino - "né per quelle relative a quei contratti che verranno a scadenza prima della deliberazione degli indirizzi da parte dell'ente". "Si invita la società Farmacia Terni - si legge ancora - a non procedere ad altre forme di assunzione di personale" ovvero cinque posti vacanti da infermiere, le cui prove orali dopo essere state bloccate a settembre si sono tenute giovedì, venerdì e martedì 30 ottobre. 

Il contrattacco dell'azienda

Sarà anche per la vicinanza ma non ci vuole molto che da palazzo Falchi parta la contraerea. Pesante. In una lettera di risposta indirizzata anche al sindaco Leonardo Latini, al presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune Fabio Castellani e al collegio sindacale della società, l'amministratore unico Fausto Sciamanna prende atto delle volontà del socio unico ma evidenzia come tali decisioni incideranno "sia in termini di perdita e/o riduzione del fatturato aziendale sia in termini di corretto svolgimento del servizio pubblico di dispensazione farmaceutica e dei servizi ad esso correlati". Allegato alla nota c'è dunque un dettaglio analitico sullo scenario organizzativo che si profilerebbe con le "possibili chiusure delle farmacie e delle perdite di fatturato per fasce orarie collegate". Nel dettaglio le farmacie che sarebbero interessate dai tagli, in particolare il sabato e la domenica, sarebbero la comunale 1, 4 e 7, la ospedale 1 e 2, la Falchi e la parafarmacia con una "perdita economica in termini di margine di contribuzione" stimata di 961.438,75 euro. E questa sarebbe "solo una delle possibile conseguenze delle riduzioni secche del volume di affari - scrive Sciamanna - senza considerare il danno ulteriore di immagine nel mercato e le conseguenze negative addizionali che ad esse si aggiungono in termini di salvaguardia del valore patrimoniale, gli evenuali profili di danno erariale, le eventuali possibili inadempienze delle clausole contrattuali contenute nel contratto di servizio sottoscritto tra Farmacie Terni e Comune di Terni".

"Alla luce di questo - conclude l'amministratore unico - le comunico che l'azienda si riserva di trasmettere alla competente procura regionale della Corte dei conti la presente nota al fine di una verifica degli eventuali profili di responsabilità di natura erariale, nonché ai competenti organi giudiziari per gli eventuali danni di natura patrimoniale, nonché alla procura della Repubblica per valutare le potenziali responsabilità di natura penale in ordine alla interruzione del servizio farmaceutico. Il tutto quale conseguenza dell'applicazione della volontà del socio unico per come puntualmente espressa nella sua nota".

Bilancio ancora appeso

E questa è destinata a essere solo un'altra pagina della storia che deve scrivere ancora ulteriori bellicosi passaggi. Più volte l'assessore alle Partecipate, Fabrizio Dominici, ha annunciato l'intenzione di procedere a un'azione di responsabilità nei confronti di Sciamanna per la gestione del fondo Falchi, alludendo anche al coinvolgimento della procura, cosa che servirebbe all'amministrazione a decretare la decadenza dell'amministratore unico. Se non dovesse bastare giovedì prossimo andrà in discussione in consiglio comunale l'atto presentato dal presidente dell'assemblea Francesco Ferranti con cui si vuole cambiare il regolamento sulle nomine dei rappresentanti del Comune nelle aziende partecipate che darà al sindaco più poteri e potrebbe essere subito utilizzato per rimuovere Sciamanna dall'incarico. Senza dimenticare che il bilancio 2017 ancora non è stato approvato e sullo sfondo resta l'ipotesi della messa in liquidazione della società. 

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