Flaminia “killer”, spunta l’idea della terza corsia per i camion

Dibattito in consiglio regionale, l’assessore Chianella risponde a Liberati (M5S). “Nuovo" collegamento Terni-Spoleto, se ne parla dal 2003: ecco cosa diceva il piano della Camera di commercio, sottoscritto da Palazzo Donini | IL DOCUMENTO

“Per la Terni-Spoleto c’è massima attenzione e siamo a disposizione anche per iniziative congiunte nei confronti del Ministero. Dal confronto costante che abbiamo con Anas è emerso che è allo studio per la Terni-Spoleto l’ipotesi di un aumento della corsia in salita per i mezzi pesanti che permetterebbe un flusso più dinamico e potrebbe rispondere ai problemi di sicurezza. L’ipotesi del progetto antico della Camera di commercio di Terni è molto costoso. Le necessità di risorse per il miglioramento delle infrastrutture umbre sono diverse e in molte zone, a partire dal nodo di Perugia”.

In consiglio regionale arriva il tema della viabilità e delle strade più “pericolose” dell’Umbria. Il tema è stato affrontato nel corso del question time di questa mattina su sollecitazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.

Liberati e Carbonari hanno sollecitato l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, sulla questione della sicurezza, in modo particolare per la Branca-Gubbio e per la Flaminia, Terni-Spoleto.

“Già nel 2003, Assindustria Terni produsse uno studio di fattibilità per ammodernarla, prevedendo pure di abbassarne tramite tunnel la quota di valico. Poi fu la stessa Camera di commercio di Terni, nel 2013, a condurre un approfondimento di questo studio: entrambi senza esito”, hanno detto Liberati e Carbonari relativamente alla Flaminia.

L’approfondimento del 2013 venne commissionato dall’ente camerale ternano a Uniontrasporti che allargò l’analisi al complesso delle infrastrutture necessarie per “rompere” l’isolamento del Ternano.

Oltre all’ammodernamento della Flaminia – per un costo stimato in 160 milioni di euro, che sarebbero serviti anche a realizzare una galleria in corrispondenza del passo della Somma e che avrebbe prodotto un “incremento di ricchezza” per 224 milioni di euro grazie all’impatto che la nuova strada avrebbe avuto sul pil locale – il documento parlava della Tre Valli Spoleto-Acquasparta, di una nuova direttrice Terni-Roma che avrebbe dovuto bypassare l’A1 passando per Ponzano-Romano, di un nuovo casello autostradale ad Orvieto, del raddoppio della Orte-Falconara e della piastra logistica Terni-Narni-Orte.

INFRASTRUTTURE_TERNI-2

L’11 novembre del 2013 venne sottoscritto in Regione un protocollo d’intesa fra Palazzo Donini, Camera di commercio e Anas.
La nota stampa diffusa all’epoca dalla giunta regionale diceva così:

L’atto è stato sottoscritto dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, dal presidente della Camera di commercio, Enrico Cipiccia, e dal capo del compartimento Anas, Raffaele Spota, presenti anche l’assessore regionale alle infrastrutture, Silvano Rometti, e gli assessori alla viabilità dei Comuni di Terni e Spoleto, Luigi Bencivenga e Juri Cerasini. La presidente Marini e l’assessore Rometti hanno entrambi sottolineato che con l’accordo “si mette un punto fermo nella definizione del percorso che inserisce la realizzazione di questi interventi nell’ambito della programmazione regionale, e consente così di avviare anche le procedure per recuperare le necessarie risorse. Ciò – hanno affermato – grazie alla disponibilità della camera di commercio di Terni, e delle Fondazioni delle Casse di risparmio di Terni e Spoleto che hanno finanziato il progetto preliminare. Si tratta di interventi – hanno sottolineato Marini e Rometti – assolutamente necessari per l’adeguamento di questa fondamentale arteria e per la sua messa in sicurezza. Interventi molto sentiti dalle comunità locali e che, una volta realizzati, accresceranno la dotazione regionale di infrastrutture di viabilità moderne e sicure”.

Da allora ad oggi, la Flaminia è rimasta sempre la stessa. L’unica cosa diversa è che quel progetto “è molto costoso”, dice l’attuale assessore ai trasporti regionali, Chianella. L’alternativa è quella della terza corsia per i mezzi pesanti. Ai posteri l’ardua sentenza.

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