Trasporto disabili, il Comune tira dritto. Scontro con le associazioni

Arrivano i voucher per pagare il servizio, l’assessore Cecconi: nessun taglio. La protesta: questi soldi non bastano. Le opposizioni: persone trattate come merci

“Nessun taglio. Nessun aumento di costi a carico dell’utente. Semmai, anzi, una formula che consente alle persone con disabilità di poter beneficiare delle stesse prestazioni, raggiungere i centri semi-residenziali con la stessa frequenza e lo stesso calendario di sempre, scegliendo di volta in volta l’orario e il mezzo, attraverso l’utilizzo individuale di voucher: un modo per rendere più accessibile l’obiettivo di una vita indipendente per chi sconta handicap di varia natura”.

Così l’assessore comunale al Welfare, Marco Cecconi spiega e precisa la nuova delibera di giunta sul trasporto disabili che sta sollevando le proteste delle associazioni di settore. Proteste che restano, anzi, sembrerebbero perfino accentuate dopo le stesse precisazioni di Cecconi che prima della convocazione della conferenza stampa di precisazione aveva chiamato a raccolta a palazzo Spada le associazioni stesse per un confronto.

In molte non si sono volutamente presentate, chi c’era ha chiesto senza esito il ritiro della delibera che dunque va avanti così come i due bandi per creare un elenco pubblico di soggetti qualificati per la realizzazione di attività di trasporto e per i beneficiari del servizio stesso.

“Con le associazioni interessate è stata concordata la creazione di un gruppo di verifica sul nuovo sistema, a partire dalle modalità iniziali fino a un completo  screening tra sei mesi - taglia corto Cecconi - Coloro che sino ad oggi hanno beneficiato dell’intervento del Comune, potranno tranquillamente continuare a farlo senza riduzioni né ristrettezze: con la possibilità aggiuntiva, anzi, di avvalersi di questo o quel fornitore, con la frequenza e le opzioni di scelta preferite e concretamente rispondenti, giorno per giorno, alle esigenze dei singoli”.

VIDEO - L'intervento di Cecconi

Il sistema adottato fino ad oggi, a detta di Cecconi, ha comportato a carico del Comune, per il triennio metà maggio 2015-metà maggio 2018, una spesa per il primo anno di euro 310.440 euro e, per i due successivi, di euro 270.444 all’anno, per una utenza sempre compresa tra 74 e 77 soggetti. “La formula che adesso è stata adottata – rimarca – abbatte i costi a carico del Comune fino a farli scendere a un massimo di 120.000 euro annui a parità di prestazioni e con il vantaggio di consentire l’esercizio della libera scelta individuale”. Cecconi ha precisato che “nessuno ha messo a rischio i posti di lavoro di nessuno: giacché chiunque abbia gestito sino ad oggi il servizio in regime di appalto, potrà senz’altro richiedere di iscriversi all’albo dei fornitori che verrà selezionato e messo a disposizione dell’utenza”. 
Nella delibera viene indicato che sono 77 le persone con disabilità che nel territorio risultano necessitare di un servizio di trasporto per raggiungere i vari centri semi-residenziali, viene quantificato su base annua il massimo dei chilometri che il servizio deve coprire (km 163.190), considerata la somma degli accessi individuali a questa o quella struttura da parte dei 77 utenti, per tutti e 5 i giorni della settimana in cui i diversi centri assicurano accoglienza a queste persone con disabilità; viene assunto come criterio di quantificazione economica dei costi il rimborso chilometrico medio previsto dall’Aci (che ammonta ad euro 0,70/km); viene parametrata l’entità della somma a carico del Comune per ciascun utente (come sempre avvenuto e come a tutt’oggi avviene) in base alla fascia Isee in cui si trova l’utente stesso: 100% l’onere a carico del Comune per gli utenti in una fascia Isee fino a 25mila euro annui; un contributo del Comune pari al 60% del costo, per gli utenti che invece si trovino in una fascia Isee compresa tra i 25mila e i 35mila euro annui: differenziazione che corrisponde all’erogazione di buoni-acquisto per 130 euro mensili a persona nel primo caso e, nel secondo, di buoni-acquisto per 78 euro mensili a persona; viene stabilito che la nuova formula venga applicata a partire dal prossimo 15 maggio; viene quindi quantificato lo stanziamento totale a carico del Comune per il periodo compreso tra metà-maggio e la fine del dicembre 2019: stanziamento che per questi sette mesi e mezzo corrisponde ad euro 75.075, con una proiezione sui 12 mesi che ammonta dunque a circa 120mila euro; vengono deliberati 2 diversi avvisi pubblici, destinati rispettivamente, il primo, a selezionare i ‘fornitori’ e, il secondo, ad individuare gli utenti: un primo ‘bando’ per “creare un elenco pubblico di soggetti qualificati per la realizzazione di attività di trasporto”, sulla base di precisi requisiti d’impresa e dell’effettiva capacità di garantire o meno un trasporto con accompagnatore, un trasporto singolo o multiplo, con mezzi attrezzati per persone in carrozzina o con problematiche motorie; un secondo ‘bando’ con il quale, invece, verranno personalmente individuati i soggetti che beneficeranno del servizio, ovvero coloro ai quali, sulla base di condizioni individuali, familiari ed economiche certificate, il Comune erogherà il ‘contributo a sostegno della mobilità’; viene infine stabilito che in prima battuta il coupon/voucher venga corrisposto anticipatamente a coloro che ne hanno diritto, mentre l’erogazione successiva è subordinata all’effettivo totale utilizzo del buono-acquisto già ricevuto, comprovato dai corrispondenti titoli di viaggio.

Ma le associazioni dei disabili non la pensano così: “Con 5 euro e 90 al giorno, andata e ritorno, pensate che potremmo coprire il servizio? Noi non ci crediamo affatto e dovremo aggiungere soldi”. “Siamo preoccupati - commentano le associazioni di volontariato Aladino e Angsa - l’assessore doveva chiamarci prima per confrontarsi con noi e sentire i bisogni delle persone con disabilità, i ragazzi autistici ad esempio hanno dei veri e propri traumi se si ritrovano in un pulmino con altre persone, cosa che sicuramente accadrà perché chi fornirà il servizio cercherà di accorpare più persone e fare meno viaggi. Non si può ritirare la delibera, si può solo rettificare con una determina. Ma non ci va bene”.

Sul caso anche la minoranza alza la voce: “Votando la delibera – dichiarano in una nota congiunta il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Simonetti, di Senso Civico Alessandro Gentiletti, del Pd Francesco Filipponi, di Terni Immagina Paolo Angeletti – si equipara il costo del trasporto delle persone con disabilità al trasporto dei prodotti ortofrutticoli o di merci varie. Parliamo di 0.70 centesimi a chilometro, una cifra ripresa dal tariffario Aci che tiene conto del solo ammortamento dei costi base, come se non fosse necessaria, per garantire il diritto al trasporto e la sicurezza di molte persone con disabilità, la presenza sui mezzi di personale che sappia intervenire prontamente per rispondere ad ogni necessità di chi non è in grado di viaggiare autonomamente. È scandaloso che queste decisioni vengano calate dall’alto e si richieda il confronto con le associazioni”. Simonetti, Gentiletti, Filipponi annunciano che nelle prossime ore scriveranno al segretario generale e al prefetto “perché nutriamo forti dubbi sulla procedura imbastita nel redigere la delibera di giunta che non prevedrebbe alcun passaggio in commissione e in consiglio comunale”.

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