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Terni, il lungo weekend del Tic Festival tra spettacoli, street food e polemiche: “Ingiustizia in centro”

Seconda edizione del Terni influencer & creator festival al via con settantacinque eventi distribuiti nel lungo weekend

Tre giorni da vivere appieno nel cuore del centro cittadino. La seconda edizione del Terni influencer & creator festival si preannuncia ricca di iniziative, in virtù dei 75 eventi distribuiti tra la giornata di oggi – venerdì 12 e quella di chiusura ossia domenica 14 aprile. Una delle novità annunciate dagli organizzatori è ben visibile agli occhi dei passanti di piazza Europa – dove è stato allestito anche un palco – e piazza della Repubblica. Sono infatti presenti i famosi truck e le panche dove sarà possibile degustare i prodotti dello street food con i seguenti orari di apertura: venerdì 12 aprile (dalle 12 alla mezzanotte); sabato 13 aprile (dalle 12 alla mezzanotte); domenica 14 aprile (dalle 12 alla mezzanotte).

La novità street food ha generato una scia di polemiche, a seguito di una presa di posizione di alcuni commercianti. Il dibattito si è acceso sui media, animando la vigilia del festival. Il partito di Forza Italia ha diramato una nota a riguardo: “Il Comune di Terni – scrivono gli azzurri ternani - con una decisione che ha lasciato molti imprenditori locali sconcertati, ha imposto alle attività del centro di rimuovere tavoli e sedie durante le giornate di venerdì, sabato e domenica. La motivazione? Fare spazio ai furgoni dello street food in occasione del Festival degli Influencer. Questa scelta, tuttavia, sta avendo un impatto negativo sulle attività che pagano regolarmente le tasse e contribuiscono alla vitalità economica della città”.

Secondo gli esponenti di Forza Italia: “Di fatto si è innescato un meccanismo di concorrenza sleale e, cosa ancor più grave, l’artefice di tutto questo è stata la realtà istituzionale cittadina che, in teoria, dovrebbe svolgere un ruolo di garanzia affinché tutti gli operatori del mercato possano competere ad armi pari. Quello che invece si vorrebbe attuare a Terni non è liberismo, ma una malsana anarchia con tratti, per giunta corporativistici, dato che vengono palesemente avvantaggiate delle categorie a discapito di altre. Per di più le attività locali, che operano tutto l’anno e versano migliaia di euro in tasse, si trovano ora a dover competere con i furgoni dello street food. Questi ultimi, pur essendo temporanei e non contribuendo in modo stabile all’economia locale, godono di privilegi che mettono in difficoltà i ristoratori e i bar del centro. Insomma, è difficile accettare che chi paga regolarmente le tasse debba subire una concorrenza sleale da parte di chi opera solo occasionalmente”.

Ed ancora: “L’amministrazione cittadina, a sua discolpa, per voce del Vicesindaco ha dichiarato che la motivazione addotta per questo tipo di scelta è legata a motivi di sicurezza, tant’è che è stato lo stesso Questore di Terni ad aver dato indicazioni in tal senso. Ora, senza voler apparire saccenti, pur convenendo sulle valutazioni fatte dalla questura, riteniamo che una soluzione equilibrata era a portata di mano. Se non altro bastava fare un semplice copia e incolla di quanto venne realizzato nella passata consiliatura. A tal proposito il nostro Coordinatore Provinciale, nonché ex assessore al commercio, Stefano Fatale, in occasione dei numerosi eventi di successo da lui organizzati, e ai quali parteciparono con soddisfazione anche gli operatori dello street food, adoperò un metodo semplice e di buon senso, ovverosia individuò spazi ben distinti dove collocare gli stand dello street food, in modo tale da non intralciare l’operato dei commercianti cittadini e in modo da evitare rischi per la sicurezza pubblica. Spazi presenti anche in aree centralissime della città”.

La riflessione a margine: “Forza Italia vuole quindi richiamare l’attenzione su questa ingiustizia. Gli imprenditori locali, che sono la spina dorsale dell’economia del centro, meritano rispetto e protezione. Chiediamo al Comune di non celarsi dietro una foglia di fico e di prendersi le proprie responsabilità, rivedendo questa politica e garantendo quindi condizioni eque per tutte (ripetiamo: tutte) le attività commerciali. Solo così Terni potrà prosperare e mantenere la sua autenticità”.

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