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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Pronto soccorso di Terni, un’altra giornata da incubo: “Oltre 36 ore in attesa di un letto, un limbo infernale”

Novantenne arriva al Santa Maria con la richiesta di ricovero, ma dopo le visite e gli esami non viene trasferito al reparto: “Condividiamo questa storia nella speranza che qualcosa possa migliorare”

La speranza, che è sempre l’ultima a morire, era che ad un certo punto la situazione si sarebbe risolta. Dopo un’attesa estenuante ma – in fin dei conti – terminata. E invece no. “Allora condividiamo questa storia nella speranza che qualcosa possa migliorare”.

L’inizio ha una data e un’ora precise. Martedì 3 ottobre, ore 7 del mattino. Un novantenne ternano, accompagnato dai famigliari, arriva al pronto soccorso dell’ospedale di terni dopo essere stato visitato da un gastroenterologo lo scorso venerdì. La sua situazione è piuttosto delicata e il medico consiglia di procedere al ricovero.

Dopo un’attesa di oltre sei ore, viene sottoposto agli esami del sangue e ad una ecografia. I risultati evidenziano un quadro clinico complicato che, come suggerito dal professionista qualche giorno prima, necessita di ricovero.

“Insieme ad un’altra trentina di persone – racconta la nuora a Terni Today – mio suocero ha passato la notte al pronto soccorso su sedie e poltrone. Qualcuno ha rimediato una barella. È stato anche necessario portare le coperte da casa perché non c’erano per tutti”.

Da pronto soccorso attendono che si liberino i posti del reparto per il trasferimento, ma di letti non ce ne sono. Passa la notte e passa tutta la mattina, quella di oggi 4 ottobre.

È pomeriggio inoltrato quando la donna riprende il racconto – purtroppo – dallo stesso punto in cui si era interrotto. Cioè: il suocero, novantenne, è ancora in pronto soccorso. E con lui decine di altre persone, tutto con lo stesso rebus da risolvere.

“Adesso – racconta la donna – sembra che al reparto si siano liberati dei posti, ma la situazione ancora non cambia”. Anche se, dopo trentasei ore di attesa al pronto soccorso, l'anziano è stato "appoggiato" nella corsia di un altro reparto prima di essere trasferito.

Situazione che sembra essere esplosa nelle ultime quarantotto ore fra pazienti in fila, carenza di medici e infermieri e, sembra, anche di presidi sanitari.

La direzione del Santa Maria starebbe lavorando ad una serie di soluzioni, ma intanto per il pronto soccorso è stata un’altra giornata da incubo.

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