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Martedì, 21 Maggio 2024
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“Sinistra e destra hanno svilito il servizio sanitario ternano a vantaggio di quello perugino”

Liste d’attesa e non solo, l’intervento di Alternativa popolare: “I dati smentiscono le tesi di chi giustifica la riduzione delle prestazioni sanitarie in determinate regioni adducendo la scusa del taglio della spesa pubblica”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota del coordinamento politico di Alternativa popolare Terni sulla situazione della sanità in città e nel resto della regione.

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Le vicende che hanno interessato l’ultimo consiglio comunale in merito al rafforzamento della dotazione di personale medico e sanitario dell’azienda ospedaliera di Terni, ci hanno spinto a riflettere sullo stato in cui versa la sanità ternana partendo da alcuni dati oggettivi e inconfutabili, che finiscono per smentire alcuni luoghi comuni propinati negli ultimi anni da amministratori e politici, i quali hanno accampato giustificazioni di facciata senza rendere conto dello stato reale dei fatti.

Dai dati ufficiali sulla ripartizione tra Regioni delle risorse del fondo sanitario nazionale si evince che dal 2020 ad oggi non vi è stata alcuna riduzione della spesa sanitaria e tale dato smentisce seccamente le tesi di chi giustifica la riduzione delle prestazioni sanitarie in determinate regioni adducendo la scusa del taglio della spesa pubblica. A fronte di ciò, però, la speciale classifica di Newsweek pubblicata da Napolitoday in data 6 marzo 2023 che mette a confronto 127 ospedali generici e 13 specializzati, colloca il nosocomio ternano al 97esimo posto e quello di Perugia al 43esimo. Nel 2020 la stessa classifica vedeva l’ospedale di Perugia al 66esimo e quello di Terni all’86esimo: in soli tre anni, il nostro ospedale ha dunque perso ben 11 posizioni, rotolando precipitosamente verso il fondo, mentre quello di Perugia ha guadagnato ben 20 posizioni.

In merito al personale medico, poi, i dati smentiscono ancora una volta chi ha tentato di gettare fumo negli occhi, atteso che il nostro Paese vanta rispetto alla media Europea un numero di medici molto più elevato (4 ogni 1000 abitanti contro una media di 3,6). Svariate le figure dirigenziali che si sono succedute negli ultimi 15 anni alla guida dell’ospedale Santa Maria di Terni, tutte espressione delle varie maggioranze di sinistra e destra che si sono succedute in Regione, figure che non sono state in grado di imprimere una svolta nella sanità ternana e tanto meno di fornire risposte alle interminabili liste di attesa sotto gli occhi di tutti. Anzi, a ciascun dirigente è seguito il decadimento delle strutture sanitarie ternane e il miglioramento di quelle perugine.

Ma i freddi e implacabili numeri ci raccontano la storia vera di un gioco al massacro sulla pelle dei cittadini ternani, quella storia che è sotto i loro occhi e che essi hanno ben compreso premiando il sindaco Bandecchi alle ultime elezioni amministrative. Il popolo di Terni ha saputo individuare le enormi responsabilità degli amministratori di sinistra e destra che si sono avvicendati negli ultimi decenni alla guida della Regione Umbria, amministratori sui quali grava la colpa di aver svilito il servizio sanitario ternano, che era il fiore all’occhiello di tutto il territorio regionale, a vantaggio di quello perugino. Le partite politiche individuali sono state giocate, purtroppo, sulla pelle dei ternani, che hanno visto sempre più compresso il loro diritto alla salute. Alternativa Popolare, a differenza di chi ci ha preceduto, ha un solo interesse: tutelare i cittadini bisognosi di cure e dare risposte in tempi rapidi e certi.

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