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Cronaca

Morire di carcere, l’anno “nero” della casa circondariale di vocabolo Sabbione a Terni

Quattro i suicidi registrati dietro le sbarre della struttura penitenziaria cittadina. Il triste “primato” assieme a Regina Coeli e San Vittore: i dati del dossier di Ristretti Orizzonti

Sei suicidi negli ultimi due anni. In particolare, il 2023, è stato un anno “nero” per il carcere di Terni: tre “impiccamenti” e un’asfissia conseguente all’incendio di una cella. Il più giovane era un marocchino di 28 anni, il più anziano un albanese di 62 anni, finito in cella dopo avere ucciso la moglie a coltellate nella zona di borgo Rivo.

Numeri da brividi che fanno della casa circondariale di vocabolo Sabbione tra quelle con il più alto tasso di suicidi in Italia. A stilare questa drammatica mappa è lo studio “Morire di carcere”, realizzato da Ristretti Orizzonti, nel quale sono riportate le morti avvenute in prigione. Secondo il dossier, da inizio 2023 allo scorso 10 dicembre nelle carceri italiane sono morti 67 detenuti. l’ultimo suicidio è avvenuto a Trento, il 10 dicembre, il primo a Piacenza, lo scorso 16 gennaio.

Il primo decesso a Terni risale alla fine del gennaio 2023. La vittima si chiamava Fabio Gloria ed era detenuto a Sabbione in seguito di alcune inchieste antimafia. Intorno alle 15 di sabato 28 gennaio, Gloria aveva fatto una videochiamata alla moglie dal carcere di Terni e, secondo il racconto dei suoi famigliari, aveva un occhio nero, conseguenza - come raccontato dallo stesso detenuto - di uno scontro con altri detenuti. Poi, verso le 23, la chiamata che informava la donna che suo marito si era tolto la vita impiccandosi.

Dopo Gloria e dopo Urci Xhafer, a lasciare la vita dietro le sbarre di Sabbione era stato Abdelilah Ait El Khadir. Il 30 maggio scorso, il 35enne marocchino è morto dopo aver appiccato un incendio all’interno della propria cella, rimanendo intossicato dal fumo. L'incendio era stato appiccato al termine di una rivolta che aveva visto protagonista lo stesso nordafricano e che aveva coinvolto altri detenuti della struttura penitenziaria.

L'ultimo a morire è stato un marocchino di 28 anni, trovato impiccato nella sua cella di isolamento lo scorso 17 settembre mentre aspettava di essere trasferito nel carcere di Capanne a Perugia. 

Il triste “primato” di quattro suicidi coinvolge anche il carcere romano di Regina Coeli e quello di San Vittore a Milano. Le carceri di Taranto, la sezione femminile di Torino, Milano Opera, Verona, Pescara e Venezia hanno fatto registrare tre decessi a testa. Secondo il dossier di Ristretti Orizzonti, nel 2023 sono state due le morti registrate nelle carceri di Firenze Sollicciano, Cagliari, Augusta. Un solo caso di suicidio, da inizio anno ad oggi, è stato registrato, infine, nelle carceri di Piacenza, San Gimignano (Pisa), Modena, Messina, Palermo Pagiarelli, Trani (Bat), Como, Napoli Poggioreale, Napoli Secondigliano, Ravenna, Treviso, Sicracusa, Chiavari Genova, Torino (maschile), Parma, Ragusa, Bergamo, Rossano Calabro (Cosenza), Frosinone, Busto Arsizio (Varese), Sassari, Biella, Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Udine, Parma, Trento, Caltanissetta, Reggio Calabria - Arghillà, La Spezia.

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