Vendita Ast, i sindacati nazionali in pressing sul Governo: convocare ThyssenKrupp

Le segreterie di Fiom, Fim e Uilm riunite a Roma preoccupate per le sorti delle acciaierie. Perplessità anche su volumi produttivi e sui ritardi del progetto scorie. Sicurezza, accordo in bilico

L'ingresso dell'Ast in viale Brin

Sindacati nazionali in pressing sul Governo per cercare di fare chiarezza sul futuro delle acciaierie di Terni. Perché mentre in Germania lo stesso Governo tedesco segue con preoccupazione le vicende interne alla ThyssenKrupp, in Italia ancora non si riesce nemmeno a convocare l'atteso tavolo con il ministro dello Sviluppo economico Di Maio per capire cosa succederà dopo la fusione tra Tk e Tata Steel e per fare il punto sull'accordo del dicembre 2014.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uil hanno incontrato ieri a Roma i loro omologhi rappresentanti provinciali e sono tornati non solo a chiedere con urgenza la convocazione dell'incontro ma anche che a quel tavolo si seggano i rappresentanti della multinazionale tedesca. 

"Occorre che il Governo convochi i vertici di Tk - dicono le segreterie nazionali - per verificare la volontà di mantenere il controllo di Ast e quindi assicurarne il consolidamento e lo sviluppo attraverso un nuovo piano industriale oppure, nel caso di cessione della proprietà, di accertare che la vendita avvenga a un soggetto possibilmente industriale in grado di valorizzarne le potenzialità riconfermandone la rilevanza di sito strategico nazionale per la produzione di inox del sistema industriale del nostro Paese".

I sindacati, che annunciano una iniziativa pubblica per chiamare a raccolta tutti i soggetti interessati alla vicenda, sottolineano anche una serie di perplessità sull'attività dello stabilimento di viale Brin dove peraltro domani i lavoratori torneranno a incrociare le braccia (anche se l'ad Burelli ha convocato per il pomeriggio un incontro chiarificatore con le segreterie provinciali e domani mattina vedrà le rsu). 

"La situazione economica e finanziaria positiva realizzata con il piano industriale 2014-2018 - scrivono - con il determinante contributo dei lavoratori, non fuga le incertezza sulle prospettive industriali ed occupazionali del sito. Abbiamo evidenziato forte perplessità sui valori dei volumi produttivi che, nonostante le potenzialità di mercato e le capacità produttive inespresse, si sono strettamente attestati sulla produzione di un milione di tonnellate di acciaio colato previsto dal piano industriale. Altrettanta perplessità c'è sulla mancanza di realizzazione del progetto di recupero delle scorie, più volte annunciato e mai avviato". 

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Sicurezza, protocollo in bilico

Le tensioni tra azienda e rsu sui trasferimenti all'interno della fabbrica rischiano di far saltare la firma, prevista per domani mattina alle 11 in prefettura, del rinnovo sul protocollo di sicurezza all'Ast. In questo senso sarà decisivo l'incontro convocato, come detto, per domani tra l'ad Burelli e le rsu per eventualmente scongiurare lo sciopero e sottoscrivere come programmato l'accordo sul protocollo.  

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