Il grido degli infermieri in trincea: “Aumento drammatico dei contagi Covid, servono assunzioni e test”

Nursind Umbria scrive alla Regione: tanti giovani colleghi lasciano la regione per i territori limitrofi dove vengono assunti a tempo indeterminato. E qui da noi non c’è neanche l’indennità per le malattie infettive

Il grido degli infermieri dalla trincea del Covid fa rimbalzare tre urgenti priorità dettate “dal drammatico aumento dei contagi” che si sta registrando in questi giorni: servono assunzioni, test sul personale e va riconosciuta agli operatori l’indennità per malattie infettive.

A mettere nero su bianco le richieste è il Nursind Umbria che, in una lettera firmata dal coordinatore regione Marco Erozzardi, chiede alla governatrice Donatella Tesei di prendere di petto le “problematiche che sta nuovamente affrontando il personale infermieristico e sanitario del nostro servizio sanitario regionale coinvolto in questa seconda ondata, chiedendo fin da subito di aprire un tavolo permanente di confronto costruttivo”.

La prima questione è relativa alle dotazioni organiche. “Nonostante la stabilizzazione di personale infermieristico – rileva il Nursind - dobbiamo purtroppo registrare criticità nei nosocomi umbri. Si registrano quotidianamente lettere di dimissioni da parte di molti giovani colleghi che vengono chiamati, con contratti a tempo indeterminato, dalle regioni limitrofe, andando a diminuire ulteriormente le già risicate dotazioni organiche, costringendo così il personale restante a pesanti turnazioni con il concreto rischio, ancora una volta, di veder bloccata la possibilità di usufruire dei congedi ordinari. Malgrado avessimo chiesto, già nel mese di maggio, di espletare il concorso per infermieri entro l’estate, ci domandiamo ora come sarà possibile il reclutamento di nuovo personale e garantire standard di sicurezza e turn over, visto che il concorso indetto in Asl Umbria 2 e azienda ospedaliera di Terni è praticamente bloccato per i ricorsi presentati da molti candidati”.

Altra questione, il “riconoscimento indennità malattie infettive”. “Attualmente – scrive il sindacato - tutti gli operatori sanitari e gli infermieri che prestano servizio nei reparti Covid, nei servizi esposti a rischio infettivo e nei servizi territoriali ugualmente esposti, non percepiscono nessuna indennità di malattie infettive. Ci sembra assurdo che in tale contesto si stia continuando a trattare economicamente in modo differente il personale esposto a tale rischio. Si richiede alla Regione un intervento urgente, anche attraverso l’accreditamento dei servizi a quello di malattie infettive, dando disposizioni alle aziende di erogare tale indennità a partire dal primo ottobre 2020”.

Ultima, ma non per urgenza, la necessità di un “tracciamento del personale sanitario” che il Nursind “ritene indispensabile, anche per evitare situazioni che abbiamo avuto nel recente passato”. La sollecitazione è dunque ad “eseguire su tutto il personale sanitario screening a tappeto e tamponi in modo da garantire la sicurezza degli operatori. Non ci possiamo permettere di non identificare personale potenzialmente positivo”.

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