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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica

Elezioni a Terni, verso il ballottaggio Masselli-Bandecchi: le mosse degli “altri”

Nessun apparentamento in vista del voto di sabato e domenica, i candidati a caccia dei consensi che servono a raggiungere la vittoria. Così si muove il centrosinistra

Se facciamo un rapido calcolo, il risultato che viene fuori è questo. Rispetto alle elezioni di cinque anni fa, il centrodestra che al primo turno delle Amministrative 2023 ha presentato come candidato sindaco Orlando Masselli ha perso circa ottomila voti. Sempre confrontando i risultati della scorsa settimana con quelli del 2018, il Movimento 5 Stelle (che nell’alveo del polo alternativo ha avuto Claudio Fiorelli come candidato sindaco) di voti nel ha lasciati per strada circa diecimila.

La somma fa diciottomila voti: se a questi, togliamo le preferenze dei circa tremila elettori – sempre arrotondando – che hanno “disertato” le urne nel confronto 2018-2023, arriviamo a quindicimila. Poco più del risultato ottenuto da Stefano Bandecchi e dalle quattro liste a suo sostegno.

Quindi, il segretario di Alternativa popolare ha “pescato” nell’elettorato di centrodestra e in quello del Movimento 5 Stelle, fatti salvi altri movimenti elettorali difficili da illuminare perché – ovviamente – nascosti dal segreto dell’urna.

Il senso però del primo turno è più o meno questo, visto soprattutto che il centrosinistra, meglio, il Partito democratico – pur a fronte di un risultato deludente – non ha perso per strada chissà quanti consensi.

Effetto Latini per il centrodestra – forse – ed effetto Bandecchi su una larga parte dell’elettorato avrebbero insomma partorito il risultato che poi si concretizza con il ballottaggio che domenica e lunedì (28 e 29 maggio) serviranno a indicare chi sarà il nuovo sindaco di Terni.

Ora, il centrodestra di Masselli parte da un vantaggio di circa 3/4mila voti in più. Ma la riapertura dei seggi azzera la strada percorsa fino al primo turno. Insomma, si riparte da zero e soprattutto si ricomincia con la caccia ai voti.

Posto che ognuno dei due schieramenti dovrà riportare a votare il proprio elettorato di riferimento (Masselli puntando sul risultato del primo turno e sull’obiettivo di continuare l’esperienza di Governo e Bandecchi scommettendo sull’entusiasmo di avere raggiunto un obiettivo che forse non era così scontato) per vincere quei numeri potrebbero non bastare.

Soprattutto, potrebbero non essere sufficienti se gli esclusi dal ballottaggio decideranno in qualche modo di essere della partita.

Apparentamenti ufficiali non ce ne sono stati. A domanda specifica, i due candidati durante il confronto organizzato ieri al Cenacolo San Marco da Terni Today e Istess, hanno risposto che andranno casa per casa a chiedere il voto ai cittadini, raccogliendo le loro istanze.

Però è indubbio che dall’altra parte della barricata qualcuno non starà a guardare. La segreteria comunale del Partito democratico ha fatto sapere che “attenderà l’esito del ballottaggio non assumendo una posizione di sostegno all’uno o all’altro candidato, ritenendoli entrambi espressione di una destra inadeguata alla guida della città”, ma le anime dem sono diversificate – come ormai tradizione – tra chi sceglierà di andare al mare e chi invece una croce sulla scheda la metterà. E appare difficile immaginare che la matita vada ad appoggiare un segno che riporti alla fiamma tricolore, non solo per tradizione e cultura, ma anche perché un centrodestra sconfitto a Terni – ad un anno dalle elezioni regionali e dal voto amministrativo a Perugia – potrebbe essere un buon punto di ripartenza.

Questa invece è la posizione del Partito socialista italiano, espressa attraverso i segretari provinciale e regionale Giuseppe Chianella e Federico Novelli: “Pur non condividendo i candidati rimasti, né nei metodi né nei programmi, i socialisti si recheranno alle urne avendo coscienza però che l'avversario politico è il centrodestra sia in sede locale che nazionale. Affidiamo queste riflessioni agli elettori di tutto il centrosinistra ed esortiamo i cittadini ad esercitare il loro diritto di voto anche nel turno di ballottaggio, sentendosi liberi di attribuire il proprio consenso pur non avendo, il centrosinistra, propri candidati.

“Anche io mi sto interrogando su cosa fare al ballottaggio – riflette in un post facebook Alessandro Gentiletti, consigliere comunale uscente di Senso civico - Premesso che andrò a votare ed esprimerò una preferenza, la considero certamente una scelta difficile. Ad ogni modo, quando sento il candidato Masselli promettere continuità col passato, penso all'aumento della Taric, alla svendita dei nostri beni pubblici, alle aliquote Imu e alle addizionali Irpef al massimo. Al dissesto non risolto, contrariamente alle promesse e alle possibilità. Alla fuga dai dibattiti sui diritti civili e in particolare dalla casa delle donne. Al mancato rinnegamento della fiamma tricolore, simbolo delle pagine più buie della storia del nostro paese. Se questa è la continuità che garantirà, per non parlare di quella col governo regionale e nazionale, per quanto mi riguarda la mia scelta personale non potrà che essere per la discontinuità”.

Sembra insomma esserci un “campo largo” a sinistra che – forse turandosi il naso e comunque con motivazioni diverse – potrebbe “compattarsi” non tanto sulla scelta Bandecchi ma sulla non scelta di Masselli.

Senza dimenticare il “rischio” di franchi tiratori dentro il centrodestra, ossia di tutti quei delusi o scontenti che, proprio dentro il segreto dell’urna, potrebbero togliersi qualche “soddisfazione”.

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