Comune di Terni, Rossi: “Un piano di ripartenza per la città”. Priorità ed interventi post emergenza

Il capogruppo di Terni Civica indica la via da seguire: “Un programma che metta in campo iniziative rapide ed efficaci a supporto dei cittadini”

comune di Terni

Numeri alla mano l’emergenza Coronavirus sta pian piano scemando in tutto il territorio ternano. Lo si evince dai dai forniti dalla Regione Umbria che testimoniano una curva del contagio sempre più in fase discendente. Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi – a tal proposito – indica le priorità da perseguire in proiezione Fase Due, affidando ad una nota il proprio pensiero.

“Gli ultimi due mesi sono stati concentrati nell’arginare una emergenza sanitaria di proporzioni planetarie ora ci troviamo nella necessità di trovare soluzioni che possano favorire una progressiva ripartenza della nostra comunità. Siamo chiamati – afferma Rossi - ad elaborare una strategia che affronti tutti i nodi che rischiano di trasformare un’emergenza sanitaria in un dramma sociale ed economico che stravolga anche la nostra città. Sicuramente non basta la buona volontà e l’impegno dei singoli assessorati, è indispensabile una visione di insieme”.

La fase post emergenziale: il piano per la ripartenza  

“Le nuove esigenze che ci pone l’avvio di una fase necessitano di elaborare con prontezza un Piano per la ripartenza della città. Un programma che metta in campo iniziative rapide ed efficaci a supporto dei cittadini chiamati ad affrontare un periodo di ristrettezze economiche e di limitazioni sociali senza precedenti e soprattutto delle imprese nella prospettiva di una imminente ripresa delle attività produttive e commerciali in quasi tutti i settori. Un piano che disegni la vita della città consentendone le attività ma assicurando la sicurezza sanitaria dei cittadini, disciplinando in maniera innovativa orari, spostamenti, luoghi di lavoro, di consumo”.

“L’Amministrazione Comunale deve dialogare pubblicamente con tutte le componenti della società cittadina, valutare le proposte degli attori economici, del volontariato, della scuola, della cultura, passando attraverso il Consiglio Comunale che necessita di essere convocato quanto prima possibile.

Terni ha sperimentato una gestione virtuosa di questa emergenza, con un contenimento fattivo del contagio, favorito da una pronta adesione della cittadinanza alle norme di distanziamento sociale e grazie alla grande professionalità di tutto il personale sanitario e delle forze dell’ordine. Per questo dobbiamo concentrarci su idee che consentano di coniugare la massima attenzione verso la salute con azioni che agevolino la ripartenza. Consapevoli che le ristrettezze del bilancio dissestato, la grande sfida sarà quella di riuscire a recuperare le risorse da quelle voci di spesa non più prioritarie, da destinare al sostegno di una fase delicatissima che consenta una ripartenza della nostra città”.

Gli interventi necessari

“Ritengo sia prioritario procedere ad una riorganizzazione degli uffici comunali tenendo conto che questa situazione ha portato un cambiamento nelle priorità dei cittadini, in particolare penso alla necessità di rafforzare con personale aggiuntivo il settore dei servizi sociali. Una programmazione di interventi che vada ad aggiornare il DUP, documento redatto prima che questa pandemia mutasse completamente le condizioni della nostra comunità, integrandolo con le misure e le strategie all’altezza delle sfide.

In questo piano dovrà – sottolinea il capogruppo - trovare spazio il rafforzamento del sistema sanitario ospedaliero e di assistenza, una riorganizzazione della vita urbana e del sistema dei trasporti e degli spostamenti, investimenti in infrastrutture digitali, con la creazione di una infrastruttura digitale pubblica, una ridefinizione delle politiche culturali, turistiche e sportive che tengano conto delle restrizioni del distanziamento sociale, l’istituzione di un fondo a supporto delle nuove povertà che possa essere devoluto a supporto dei casi di emergenza, a prescindere dall’Isee, o la creazione di un fondo per gli affitti che tuteli le attività commerciali”.

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