Oncoematologia, basta “pellegrinaggi”: nuovi spazi per il reparto

Il consiglio regionale approva la mozione di Squarta (Fd’I): servono accoglienza e assistenza dignitose. L’assessore Barberini: entro metà gennaio ci sarà il progetto. Liberati (M5S): subito un nuovo ospedale per l’Umbria meridionale

I “pellegrinaggi” dei malati che si devono rivolgere al reparto di oncoematologia dell’ospedale di Terni potrebbero avere i giorni contati. Il pressing del consiglio regionale - che ha approvato a maggioranza  con la sola astensione del M5S, la mozione del consigliere Marco Squarta (FdI) che chiede a Palazzo Donini di intervenire nei confronti dell’azienda ospedaliera di Terni per di individuare soluzioni idonee e definitive per la struttura complessa di oncoematologia, ponendo particolare attenzione agli aspetti della dignitosa accoglienza e assistenza dei pazienti, da realizzare anche attraverso la messa a disposizione di spazi e servizi adeguati – ha sollecitato l’intervento dell’assessore regionale alla sanità, Luca Barberini, che ha così anticipato: “A metà gennaio il direttore Dal Maso sarà in grado di presentare un progetto con risposte significative e puntuali per oncoematologia”.
Anche se sello sfondo resta un tema cruciale: negli ultimi anni sono stati investiti 40 milioni di euro per interventi strutturali sul Santa Maria di Terni. Tanti, troppi per un ospedale che è “un buco nero”, dice Andrea Liberati (M5S). Con Fiorini (Lega) che rincara la dose: “Serve un impegno serio per costruire un nuovo ospedale del territorio”.

La mozione

Illustrando l’atto in aula, Squarta ha evidenziato la necessità di “verificare la possibilità di trasferire il reparto di oncoematologia dell’ospedale di Terni nella struttura ospedaliera principale, al fine di limitare i disagi per i pazienti che sono costretti a spostarsi da un plesso all'altro per effettuare gli esami diagnostici”. Il consigliere regionale ha spiegato che “il reparto di oncoematologia dell’ospedale di Terni è uno dei servizi di eccellenza del presidio ternano, con una notevole capacità attrattiva nell’Italia centrale in ragione dell'alta professionalità del personale che vi opera. Tuttavia, il reparto non si trova all’interno del plesso ospedaliero ma in una palazzina esterna e che ciò comporta notevoli difficoltà per i pazienti che sono costretti a spostamenti quantomeno inopportuni, considerata la loro condizione, per effettuare gli esami diagnostici. La struttura non appare più adeguata alle esigenze dell’attività, tanto che i pazienti lamentano ogni giorno notevoli disagi dovuti, tra l’altro, all’esiguità degli spazi rispetto al numero delle presenze”.

Il dibattito

Emanuele FIORINI (Lega): “Voto favorevole alla mozione, però non deve rimanere nel cassetto. Dovremmo convocare il direttore generale Dal Maso e l’assessore per trovare una soluzione seria in tempi brevi su dove spostare questo reparto. Il problema non è solo che si trova all’esterno dell’ospedale, ma anche che è vicino al reparto di malattie infettive. Questa situazione va assolutamente risolta. Serve un impegno serio per costruire un nuovo ospedale del territorio e non buttare soldi, ben 35milioni di euro, per ristrutturare i vecchi edifici”.

Sergio DE VINCENZI (Misto-Un): “È in atto un processo di decostruzione e distruzione dell’ospedale di Terni, smantellando le alte specializzazioni. Nell’ultimo periodo sono state perse eccellenze, sono aumentati i posti di degenza per le cronicità. Mancano diversi primari. Abbiamo perso competenze come neurochirurgia, cardiochirurgia. Così rischiamo di perdere quella parte di bilancio attivo nel flusso dei pazienti da fuori regione. Da tempo segnaliamo la situazione critica di questo nosocomio. Per oncoematologia preoccupa la contiguità con malattie infettive, visto che c’è anche lo stesso ascensore in comune tra i reparti”.

Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic): “Voto favorevole alla mozione. L’eccellenza del reparto è testimoniata dai numeri: 16mila accessi per prestazioni specialistiche, 4mila infusioni chemioterapiche, 50-60 pazienti al giorno. Si tratta di un polo di grande eccellenza quantitativa e qualitativa. La logistica è un elemento fondamentale: serve lo spostamento urgente del reparto all’interno dell’ospedale. Ed è necessaria una chiara indicazione dei tempi e della programmazione entro cui lo spostamento potrà avvenire”.

Attilio SOLINAS (Misto.Mdp): “La mozione solleva un tema importante, ma è superflua perché siamo in fase molto avanzata di soluzione del problema. Sul tema di oncoematologia convocammo in Commissione qualche mese fa il direttore Dal Maso, che diede garanzie su una interlocuzione per trovare una soluzione logistica all’interno dell’ospedale. La direzione sta lavorando e c’è stato anche un incontro in Comune sul tema. Anche perché l’ospedale di Terni è tra i migliori d’Italia per attrattività dell’alta specializzazione. E tra i reparti di eccellenza c’è sicuramente quello di oncoematologia”.

Andrea LIBERATI (M5S): “Non voterò la mozione, perché si investono miliardi sempre e solo da una parte. La problematica che interessa anche oncoematologia è un questione strutturale. Il tema è quello del nuovo ospedale dell’Umbria meridionale. La struttura di Terni è arrivata. C’è un problema di pianificazione sanitaria. Aver investito i fondi per mettere le toppe a quella struttura è stata una scelta sbagliatissima. C’è un problema strutturale a monte su cui la politica non interviene da decenni. Terni è un buco nero dal punto di vista strutturale. Il tema vero è il gap tra nord e sud dell’Umbria”.

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L’intervento dell’assessore

“A metà gennaio - ha spiegato Barberini - il direttore Dal Maso sarà in grado di presentare un progetto con risposte significative e puntuali per oncoematologia. Un progetto, partecipato con le associazioni, che darà dignità al reparto e spazi all’interno della struttura ospedaliera. Per questo chiedo che venga convocata la terza commissione per ascoltarlo. Analoga risposta verrà data per il potenziamento dei posti letto per oncologie e oncoematologia. Il dibattito di oggi, però, ha allargato i confini della mozione. L’azienda ospedaliera di Terni soffre: risponde sia alla alta specializzazione, ma è anche un presidio ospedaliero che dà risposte sul territorio. E questa è una tipicità umbra. I dati ci dicono che oltre il 95 per cento delle cure richieste dagli umbri vengono realizzate all’interno della Regione. L’Umbria è l’unica piccola regione che ha un saldo positivo tra i pazienti dentro e fuori regione. Anche nel 2018 l’azienda ospedaliera di Terni sta realizzando una mobilita attiva superiore al 20 per cento, la più alta dell’Umbria. In questi anni abbiamo investito in maniera decisa sull’adeguamento dell’ospedale di Terni: quasi 60 milioni di euro, 20 per l’aggiornamento delle tecnologia e 40 in edilizia e messa in sicurezza del presidio ospedaliero. L’ospedale di Terni è quello che sta più indietro in termini strutturali rispetto agli altri, perché fu il primo intervento fatto. Non è giunto a fine vita, ma risente dell’impostazione data diverse decine di anni fa. Per realizzare un nuovo ospedale servono risorse. Un intervento del genere non può essere realizzato con economie regionali. In questo Paese è necessario ridare risorse e fondi per la programmazione sanitaria, cosa che non è stata fatta da anni. Abbiamo bisogno di risorse in maniera decisiva per nuovi interventi di edilizia sanitaria”.

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