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Coronavirus e scuole chiuse, il Comune di Terni studia la sospensione delle rette alle famiglie

Mensa, trasporti e asili nido, il sindaco Latini: “Prima doveva essere solo una settimana, ora la situazione è cambiata. Stiamo verificando la possibilità di sospendere i pagamenti”

Qualche comune in Umbria – come ad esempio, Todi – e in Italia si è già attivato. E segnali in tal senso potrebbero arrivare dal decreto che tra oggi e domani il Governo dovrebbe emanare per indicare con quali misure si sosterranno famiglie e imprese, fiaccate dalle conseguenze dell’emergenza Coronavirus.

Tra i punti di chiarire, uno riguarda il pagamento delle rette scolastiche in questo periodo di sospensione. Da decreto, scuole e università resteranno chiuse (almeno) fino al prossimo 3 aprile, salvo ulteriori proroghe. E dunque c’è da capire se per questi giorni potrà essere praticabile la sospensione del pagamento delle rette per la refezione scolastica (le mense), i trasporti e le rette degli asili nido.

Ci stiamo lavorando – spiega il sindaco, Leonardo Latini – Prima la chiusura doveva essere di una sola settimana, ora la situazione è cambiata. Stiamo verificando la possibilità di sospendere i pagamenti”.

Calcoli che devono tenere conto della situazione di dissesto di Palazzo Spada e di eventuali risorse che potrebbero arrivare per decreto da Roma a vantaggio delle famiglie se, come sembra, dovessero essere recepite le proposte maturate dalle Regioni (sospensione delle rate dei mutui per 4/mesi, differimento del pagamento delle imposte, tranne l’Imu, di un semestre) ed accolti gli appelli che arrivano da più parti.

“In queste ore stiamo ricevendo centinaia di mail e messaggi di mamme e papà preoccupati. Una famiglia dovrà tirare fuori grosso modo 800 euro ogni 10 giorni. Se questa situazione durerà, come sembra, ancora un po’ costerà oltre 3.500 euro a famiglia. Mi raccomando semplificate. Fate un assegno per ogni figlio che duri tre mesi per gli under 12. Così è percepibile, utile, immediato, facile da comunicare – è l’appello di Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni famigliari, rivolto a politici e governo - I voucher baby sitter sono complessi. I congedi parentali vanno bene, ma riguardano solo per lavoratori dipendenti e non le partite IVA. Siamo d’accordo con il bloccare il pagamento dei mutui per i prossimi 4/6 mesi per avere un po’ di liquidità familiare. Ma la maggior parte delle risorse devono essere destinate alle famiglie che stanno reggendo il sistema”.

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