Palazzo Spada 'inciampa' sull'acqua, sciolto il consiglio comunale sull'operazione Asm-Acea: si scatena il putiferio

Non si raggiunge il numero legale e l'opposizione insorge, il presidente del Consiglio, Ferranti, spiega cosa è successo. L'opposizione: "E' la vittoria delle forze che hanno chiesto trasparenza" | VIDEO

Salta il consiglio comunale che avrebbe dovuto discutere la delibera di cessione di quote dell'Asm nell'ambito dell'idrico, dunque compagine Sii, a Umbriadue contollata di Acea. Ma il consiglio comunale non raggiunge il numero legale: quasi tutta l'opposzione, quando il presidente del consiglio Francesco Ferranti scioglie la seduta insorge insieme ai cittadini del comitato 'No Inceneritori' presenti in sala.

In sostanza all'inizio di seduta già non c'erano le presenze per autorizzare la legalità numerica della sedura per cui Ferranti ha ridato tempo, ovvero mezzora, per rifare la conta. Al momento del conteggio però non c'è stato ancora il numero legale. Nella lista degli assenti figurano Devid Maggiora e Valeria D'Acunzo per la Lega e Lucia Dominici per Forza Italia, ma il corto circuito si è innescato nel momento in cui, al momento della conta, i consiglieri hanno estratto i loro badge dalla postazione assegnata, facendo mamncare così il numero legale per aprire la seduta del consiglio comunale.

"Chi di consigliere comunale ferisce, di consigliere comunale perisce", si commenta fra i banchi del Consiglio ripensando ai 18 cambi di casacchi che in questi mesi hanno caratterizzato la vita dell'amministrazione comunale.

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LA CRONACA

Alle 16.50 di oggi il presidente del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti, al secondo appello, ha constatato la mancanza del numero legale e ha annullato la seduta. Tra i punti all'ordine del giorno la cessione di parte delle quote Asm nella Sii. 
Il presidente Ferranti: "Vioglio puntualizzare quello che è accaduto oggi, il regolamento prevede due appelli a distanza di 30 minuti l'uno dall'altro. Al secondo ho constatato che non c'erano 17 consiglieri. Ho infine invitato il presidente del Comitato No inceneritori a non intervenire in aula in maniera arbitrarria ma a chiedere una regolare audizione che mi sono impegnato a svolgere nel giro di 48 ore".
Ore 17.10 Al termine si sono succedute alcune dichiarazioni dei gruppi consigliari.

LE REAZIONI

"Siamo stati determinanti - dichiara il gruppo Uniti per Terni - nella mancanza del numero legale, per noi si tratta di un atto doveroso nei confronti di tutti coloro che su questa vicenda chiedono trasparenza e il rispetto di tutta la normativa. E' una vicenda complessa, occorre che l'Amministrazione Comunale dica con grande chiarezza che cosa vuole fare di Asm e come intenda gestire nel futuro l'idrico che non può essere appannaggio di un privato".
"E' una grande vittoria della città - dichiara Senso Civico - Terni si riprende la sua titolarità su una vicenda essenziale come quella di un bene essenziale quale l'acqua. E' una vittoria di tutte quelle forze che hanno chiesto trasparenza, approfondimento, dibattito. Non si può alienare una presenza strategica, determinanete, con tanta disinvoltura".
"Le numerose lacune evidenziate durante i lavori in commissione di una operazione che si voleva assicurare in una rapidità alquanto anomala - dichiara il Movimento Cinque Stelle -  hanno fatto si che la maggioranza non abbia raggiunto il numero legale. Comprendo i dubbi di tanti consiglieri a fronte di una operazione ancora da chiarire in molti aspetti, in particolare sul futuro dell'idrico quale bene essenziale della comunità ternana. C Volendo sintetizzare la giornata di oggi con una battuta questa operazione fa acqua da tutte le parti come purtroppo molte delle reti idriche". 

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