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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Politica

Stefano Bandecchi scende in campo, è il nuovo coordinatore nazionale di Alternativa Popolare

La nomina nei giorni scorsi, il patron della Ternana: “Drammatico calo demografico, dobbiamo invertire la rotta con una nuova stagione economica, basata sulle persone e sulle famiglie”

L’economia, il calcio e adesso la politica. Stefano Bandecchi scende in campo: è il nuovo coordinatore nazionale di Alternativa Popolare, il partito “erede” del Nuovo centrodestra che aveva espresso tre ministri nel Governo Gentiloni e che è attualmente presieduto da Paolo Alli.

La nomina del patron della Ternana, oltre che fondatore dell’università Unicusano, è arrivata nei giorni scorsi anche se già da qualche tempo si vociferava di un possibile impegno del numero uno di via della Bardesca, che la prossima settimana sarà insignito della cittadinanza onoraria di Terni. La nomina è accompagnata da una lettera-manifesto in cui Bandecchi indica quali saranno le stelle polari del suo impegno in politica. E chissà che questa discesa in campo non possa in qualche modo segnare anche la campagna elettorale di Terni che il prossimo anno, nel 2023, sarà chiamata alle urne per il rinnovo del consiglio comunale.

Ecco di seguito la lettera di Stefano Bandecchi.

Negli scorsi giorni ho accettato, con orgoglio e determinazione, la nomina a coordinatore nazionale di Alternativa Popolare. Ringrazio nuovamente il presidente Paolo Alli per la fiducia accordatami.

In questa nuova sfida metterò a disposizione del partito e dei cittadini italiani le mie competenze e la mia esperienza. Nel 2006 ho fondato l’Università Niccolò Cusano, nata per proporre un modello assolutamente innovativo in Italia fondato sul connubio tra tradizione e innovazione. L’Unicusano è, infatti, qualcosa di più di una semplice università: abbiamo creato una realtà innovativa e dinamica, all’avanguardia in Italia e in Europa per investimenti su “l’industria della ricerca scientifica”. Abbiamo creato spin off e aziende complementari: due radio, una Tv, una Fondazione, un quotidiano e una casa editrice. Abbiamo dimostrato che, con determinazione e impegno, gli obiettivi si possono raggiungere.

Ed è questa determinazione che mi ha sempre caratterizzato e che voglio mettere al centro della mia attività politica. Una politica lontana dai proclami, ma basata su concretezza e serietà.

Nei prossimi decenni, il nostro Paese si troverà ad affrontare le sfide causate dai preoccupanti trend demografici, che vedono un costante calo delle nascite e un sempre più marcato invecchiamento della popolazione. Correggere questo trend è una priorità fondamentale per l’Italia. Cambiare rotta è possibile, urgente e necessario, perché senza nascite non esiste futuro. Per far questo, dobbiamo inaugurare una nuova stagione economica, basata sulle persone e sulle famiglie. Servono nuove infrastrutture, nuove politiche attive del lavoro, nuove forme di tutela che incoraggino il lavoro femminile. Voglio ripeterlo: un Paese in cui non si fanno figli è un Paese in cui non si cresce. Nel mio ateneo possiamo vantare una percentuale altissima di donne madri e lavoratrici. Non è un caso: è il frutto di precise scelte su cui ho deciso di investire. L’ho fatto perché credo che dove vi siano lavoro, stabilità e tutele si creino le condizioni per la diffusione del benessere, un benessere che consente alle persone di sposarsi, di avere figli, di immaginare con serenità il futuro. Ed è questo modello che voglio esportare: un paradigma concreto, basato su un’esperienza – quella dell’Unicusano – che ha dimostrato di funzionare.

Le sfide poste dalla digitalizzazione e dai cambiamenti climatici ci impongono un nuovo slancio nella ricerca scientifica. Una ricerca che come sappiamo è trascurata in Italia, perennemente ostaggio di scarsi e irregolari finanziamenti. Io credo, invece, che la ricerca sia il cuore pulsante della società, in modo particolare nel campo ingegneristico e medico-scientifico. Per questo ho voluto – e ottenuto – che l’Unicusano diventasse un polo di ricerca innovativo e all’avanguardia in Italia, in grado di attirare finanziamenti ed essere in prima linea nella creazione di nuove opportunità.

Sono un uomo concreto. So che le sfide sono difficili, ma so anche che con lungimiranza, passione e impegno queste possono essere superate. Credo nelle possibilità del mio Paese, credo nelle capacità dei nostri giovani. Credo che l’Italia debba giocare un ruolo da protagonista, e che il sentimento di rassegnazione degli Italiani debba trovare una risposta.

La cura, la dedizione e le ambizioni che ho messo al centro della mia attività imprenditoriale saranno il cuore della mia attività politica. La mia storia è la mia testimone: l’esempio di successo della Niccolò Cusano può diventare il paradigma di un nuovo modello di sviluppo italiano, un modello attento alle persone, ai diritti, all’ambiente.

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