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Spoleto “chiama” Terni: “Costruiamo finalmente la Provincia del Nera contro il potere perugino centrico”

L’analisi del Comitato Spoleto in Provincia di Terni: “Vantaggi economici, turistici, ambientali e nel settore della sanità. Sarebbe un primo segnale di uscita dall’isolamento e la ripresa d’orgoglio di una città umiliata negli anni dagli interessi di Perugia e Foligno”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una analisi realizzata dal Comitato Spoleto in Provincia di Terni sulle opportunità collegate alla costituzione di una provincia che metta assieme le due città, così come prevedeva la Provincia del Nera negli anni Venti del secolo scorso.

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In questi giorni non possiamo che constatare l’ennesimo schiaffo dettato dagli interessi di Perugia e Foligno nel voler affossare la città di Spoleto. La vicenda dell’ospedale di Spoleto convertito a ospedale Covid ha assunto caratteri grotteschi: unico ospedale della regione completamente Covid, unico ospedale d’Italia a ospitare intere Rsa al suo interno, carenza di personale, investimenti sul post-Covid ancora non pervenuti. E dopo il danno, la beffa: troviamo comunicati del sindaco di Foligno che quasi prendono in giro la “destinazione d’uso” del nostro ospedale, troviamo comunicati di professoroni universitari che da Perugia sbeffeggiano la nostra città e il nostro essere spoletini e oltre a questo riceviamo informazioni discordanti sul futuro dell’ospedale da parte di Regione e ASL tra “ritornerà tutto come prima” e “diventerete ospedale di nicchia per sopravvivere”. Nel frattempo, il 31 gennaio ricordiamo agli spoletini che scade la prima promessa della Regione di ripristinare i reparti del nostro ospedale.

Questa assurda vicenda non può che rendere più concreta la nostra proposta per uscire da questo baratro: la nuova Provincia Terni-Spoleto, possibile solo con un voto a maggioranza nel consiglio comunale o tramite un referendum popolare (su cui aspettiamo da anni la realizzazione del regolamento attuativo da parte del consiglio comunale).

Intendiamoci, questa nuova Provincia non è che l’inizio di una collaborazione più ampia che va anche al di là dei meri poteri della Provincia. Sarebbe un primo segnale di uscita dall’isolamento in cui altre realtà ci hanno relegato e la ripresa d’orgoglio di una città umiliata negli anni dagli interessi di Perugia e Foligno. Ovviamente la nostra richiesta di riequilibrio delle Province non nasce da un semplice vezzo di contrapposizione alle politiche perugino-centriche: abbiamo fatto uno studio sulle origini storiche, culturali ed economiche di questa unione mancata tra il territorio Spoletino, della Valnerina e del Ternano, che già nel 1920 doveva diventare un tutt’uno nella famosa Provincia del Nera.

I comuni di Spoleto (e limitrofi), della Valnerina e del Ternano condividono una serie di necessità e di progetti peculiari del territorio del sud dell’Umbria che non possono più essere ignorati.

Ci siamo chiesti anzitutto cosa ci abbia guadagnato Spoleto in 90 anni sotto la Provincia di Perugia, schiacciata tra il capoluogo e Foligno. Ora c’è anche Città di Castello a toglierci il posto quale terza città della provincia e quale destinazione delle principali attenzioni della Regione nell’ambito delle infrastrutture e collegamenti al confine con la Toscana e il Nord Italia. Abbiamo perso servizi sociali, pubblici, sanitari, una centralità nei trasporti e nel turismo che ci eravamo conquistati negli anni.

Poi abbiamo analizzato quali possono essere i vantaggi nell’unirci alla provincia di Terni e in particolare nel ripresentare il modello Pesaro-Urbino, che vede Pesaro con oltre 300.00 abitanti unirsi alla città di Urbino con appena 15.000 abitanti, una collaborazione tra una città industriale e una città culturale con risultati più che positivi: dunque il nostro progetto è una Provincia di Terni-Spoleto su questo modello. Ovviamente per la nostra proposta abbiamo tenuto conto di analisi storiche, economiche e culturali, ponendoci come obiettivo il fatto che il riassetto regionale non necessità per forza di un riequilibrio perfetto tra le province, non un banale taglio lineare, ma di una semplice riorganizzazione sulla base dei legami del territorio del Sud dell’Umbria rispetto alla parte settentrionale. Il nostro progetto e il nostro comitato nasce a Spoleto, ma il progetto reale, quello storico basato sul progetto della famosa Provincia della Nera degli anni ‘20, prevede anche il coinvolgimento dei comuni limitrofi a Spoleto e in particolare della Valnerina.

Di seguito alcuni vantaggi nell’unione tra Terni e Spoleto non solo come provincia, ma come unione di interessi per un territorio comune.

Vantaggi territoriali

Spoleto diventerebbe la seconda città della Provincia, punto di riferimento per il turismo e le azioni di tipo culturale di un territorio ancora più vasto con cui maggiori sinergie potrebbero portare a importanti scenari

Vantaggi su trasporti e infrastrutture

Terni e Spoleto condividono insieme battaglie sui trasporti, guardando al Lazio come naturale punto d’entrata per l’economia del territorio e di uscita per le proprie merci: basti pensare alla linea ferroviaria (che fino ad oggi ha visto in Umbria privilegiare l’area nord della regione) con l’alta velocità, oltre che l’ampliamento e l’ammodernamento della strada statale 3 Flaminia (strada della Somma) e all’annosa questione della Strata 3 Valli Valnerina-Spoleto-Acquasparta.

Vantaggi turistici

Spoleto diventerebbe il centro del turismo della nuova provincia, con importanti scenari sulla sinergia con i territori dell’area del Ternano (Marmore e Piediluco in particolare) oltre che della vicinissima area di Acquasparta (scavi di Carsulae) e Narni (rete delle rocche Albornoziane).

Vantaggi sull’occupazione

Anche storicamente Spoleto è sempre stata legata a Terni per i tanti posti di lavoro offerti da quest’ultima soprattutto dopo la chiusura della miniera di Morgnano e le assunzioni di tanti spoletini nelle acciaierie. Ma anche oggi molti spoletini si recano a lavorare a Terni, primo centro urbano industriale che si affaccia a solo 8 km da Spoleto, e acquisirebbero molti vantaggi dipendenti e lavoratori di entrambe le città a vedersi uniformare strategie competitive per le aziende e per il lavoro.

Vantaggi sull’ambiente

L’ambiente, le risorse idriche, la caccia e la pesca, sono alcuni dei poteri rimasti in capo all’ente Provincia. Con Perugia e Città di Castello a far da padrone in questi ambiti, come possiamo far presenti le esigenze del territorio spoletino e della Valnerina? Sicuramente Terni ne comprende meglio l’importanza, anche per la propria economia. Uniformare le politiche e strategie ambientali in questi ambiti di un territorio così vicino e simile come la Valnerina, Spoleto e la provincia ternana non solo è più logico ma anche auspicabile per i tanti margini di maggiore collaborazione tra territorio simili rispetto all’area settentrionale dell’Umbria.

Vantaggi sulla sanità

Terni è già sede centrale dell’Asl per Spoleto e qui poco cambierebbe. Ma una provincia condivisa con Terni non può che portare a maggiore collaborazione anche nell’ambito sanitario con la possibilità per Spoleto di appoggiarsi - e ricevere le stesse equipe mediche - della seconda realtà ospedaliera della regione, esattamente come sempre più spesso Foligno fa con Perugia.

Vantaggi sul sistema scolastico

L’ente Provincia gestisce ancora piani edilizi scolastici ed approva i nuovi corsi scolastici promossi dalle scuole. Già Valnerina e Spoleto collaborano da anni per progetti congiunti in ambito scolastico-alberghiero, ed una maggiore collaborazione anche con il territorio ternano non può che portare a ulteriori vantaggi nella sinergia tra territori limitrofi e inoltre si eviterebbero episodi come, quello accaduto appena 2 anni fa, dove la Provincia di Perugia aveva bocciato inspiegabilmente tutte le proposte delle scuole spoletine di ampliamento di nuovi corsi scolastici.

Vantaggi sportivi

Già da tempo si parla di collaborazioni tra società sportive ternane e spoletine. Alcune sono già realtà, come la collaborazione tra Ternana e Superga 48, come la collaborazione tra il campione del motociclismo Petrucci e il Moto Club Spoleto, oppure come le collaborazioni nel mondo del nuoto. Ma altri grandi progetti che riguardano tanti altri sport potrebbero essere portati finalmente in porto: non comprendere che la vicinanza tra due grandi realtà come Terni e Spoleto possa portare ad infinite opportunità sportive per competere a grandi livelli è qualcosa che penalizza fortemente il nostro territorio.

Vantaggi di progetti già avviati

In realtà Spoleto e Terni condividono già un contratto d’area che riguarda lo sviluppo industriale che fa riferimento a Terni, Narni e Spoleto: la condivisione di una stessa provincia non può che portare anche a una condivisione di un’unica visione economica del territorio della nostra area.

Virtuosismo della Provincia

Dopo un piano di calo del debito, la Provincia di Terni è seconda tra tutti gli enti pubblici in Italia nel rapporto tra numero di dirigenti e lavoratori (3 su 340), con la più bassa spesa per il personale. Un dato su tutti: a fronte di una media nazionale relativa al rapporto tra numero dei dipendenti e quello dei dirigenti pari al 14,44%, la Provincia di Terni si attesta all’8,57%.

Ma abbiamo anche analizzato quali possono essere i vantaggi lato Provincia di Perugia e addirittura della Regione da questo riequilibrio delle Province.

Difficoltà di gestione di una Provincia troppo vasta: con il riequilibrio delle provincia si ridurrebbe la difficoltà di gestione amministrativa di una mega provincia perugina di quasi 700.000 abitanti con una estensione di 8.456 km².

Risolve l’annosa questione regionale sul riequilibrio delle province: l’Umbria potrebbe finalmente normalizzare una situazione che da un secolo si ripercuote nel nostro territorio e le cui anomalie escono fuori periodicamente. La provincia di Terni conta ad oggi 234.586 abitanti su un territorio vasto 2.122 km² contro una provincia di Perugia di 664.155 abitanti per una estensione di 6.334 km². Con il riassetto che proponiamo noi, ovvero unire il vasto Comune di Spoleto, i comuni limitrofi e i comuni della Valnerina, alla provincia di Terni si unirebbero, così come era nel progetto originario della Provincia del Nera di inizio ‘900:    

1) Spoleto 39.000 abitanti e 350 km²

2) Norcia 5.000 abitanti e 276 km²

3) Cascia 3.300 abitanti e 181 km²

4) Cerreto di Spoleto 1.100 abitanti e 75 km² di superficie

5) Monteleone di Spoleto 650 abitanti e 63 km²

6) Poggiodomo 135 abitanti e 40 km²

7) Preci 724 abitanti e 82 km²

8) Sant’Anatolia di Narco 563 abitanti e 47 km²

9) Scheggino 484 abitanti e 36 km²

10) Vallo di Nera 330 abitanti e 36 km²

11) Campello sul Clitunno 2.500 abitanti e 50 km².

12) Castel Ritaldi 3.177 abitanti e 23 km²

13) Todi 17.000 abitanti e 233 km²

Per cui il risultato finale di questo riequilibrio sarebbe: Provincia di Perugia, 590.192 abitanti (da 664.155) e una superficie di 4.852 km² (da 6.334 km²) e Provincia di Terni-Spoleto, 308.549 (da 234.586) abitanti e una superficie di 3.604 km² (da 2.122 km²). Dunque, da 1/4 degli abitanti e 1/5 della superficie umbra, la Provincia di Terni andrebbe a gestire 1/3 degli abitanti umbri (praticamente la metà dei residenti nella provincia di Perugia) su una superficie che rappresenterebbe almeno il 40% dell’intera superficie regionale.

Auspichiamo che sempre più cittadini di tutti i comuni coinvolti in questa operazione ci aiutino per raggiungere questo grande traguardo e nel frattempo rinnoviamo l’appello al consiglio comunale di Spoleto di avviare il dibattito in consiglio comunale (basterebbe un voto a maggioranza per mandare la richiesta di passaggio al Parlamento) o in caso non si trovi una quadra di dare almeno voce ai cittadini attraverso il referendum popolare già previsto dallo statuto del Comune di Spoleto, ma reso inspiegabilmente inattivo dalla mancanza del relativo regolamento attuativo che si potrebbe realizzare in appena mezza giornata.

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