Servizi veterinari, le perplessità di De Vincenzi: che cosa succede alla Asl 2?

Business dei canili, il consigliere regionale: assordante silenzio dei vertici dell’azienda sanitaria e dell’assessorato alla sanità

Pubblichiamo una nota diffusa dal consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) e vicepresidente della terza commissione sanità e welfare e della commissione di inchiesta su legalità e criminalità organizzata in merito a presunte irregolarità nella gestione del servizio veterinario della Asl 2.

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Siamo perplessi e preoccupati per la notizia apparsa su Il Messaggero in merito alla sanità animale dell’Asl 2 che vede coinvolto il medico veterinario Samuele Tognarini”. Ciò che colpisce della notizia richiamata è da un lato il titolo, Punito perché ho scoperto il business dei canili, con tanto di prove possedute, di indagini svolte dai Nas e di denunce, e dall’altro l’assordante silenzio dei dirigenti dell’Asl 2, a cominciare dal direttore, Imolo Fiaschini, e dell’assessorato regionale a sanità e welfare, condotto da Luca Barberini. Nasce così spontanea una riflessione che non può che preoccupare tutti i cittadini e, ancor più, i dipendenti veterinari del servizio sanitario regionale nel suo complesso: cosa succede all’Asl 2? Cosa succede nel settore di sanità veterinaria? Questo anche in un quadro di procedimento concorsuale in corso per l’aggiudicazione della direzione di struttura complessa che non può che spingere a domandarsi quali siano le reali intenzioni dei vertici della direzione dell’Asl 2 per rafforzare e ottimizzare il servizio, proprio puntando su capacità manageriale, meritocrazia e competenze tecnico-scientifiche acclarate e indiscutibili. E poi ci domandiamo anche se l’assessore Barberini sia effettivamente al corrente di queste vicende e, soprattutto, come intenda affrontarle e quale posizione intenda assumere, sempre che sia interessato a fare piena luce sulle notizie diffuse e a occuparsi della riorganizzazione dei servizi veterinari. Una riorganizzazione per altro ripetutamente richiesta anche dai sindacati di categoria che pure hanno offerto il loro contributo per la stesura del nuovo piano sanitario regionale anche su questa delicata materia. In un quadro di complessivo smantellamento del sistema sanitario pubblico, a beneficio del privato, questa è l’ennesima occasione per dimostrare il contrario e di questo chiediamo all’assessore di dimostrarne senza indugio l’impegno e la volontà.

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