Teatro Verdi, Fiorini (Uniti per Terni) chiede il sopralluogo di Sgarbi e rilancia lo stile ottocentesco

Il consigliere comunale: "Alla città dobbiamo ridare un teatro che sia simbolo della vera cultura. Il professor Sgarbi era disponibile a venire a Terni ma nessuno gli ha risposto. Chiedo al Comune che sia invitato a valutare quel che resta del nostro teatro"

Emanuele Fiorini consigliere comunale del gruppo “Uniti per Terni”, interviene sul protocollo d’intesa tra Comune e Architetti per il bando di ristrutturazione del teatro Verdi.
Dopo l’intervento nei giorni scorsi dell’assessore Salvati in merito al teatro Verdi, Fiorini dice bene che c’è questa intesa, “ma alla città dobbiamo ridare il vero teatro, quella bellezza di quel famoso teatro ottocentesco.
Se vogliamo che Terni abbia un valido rilancio culturale, sicuramente precursore anche di quello economico, dobbiamo realizzare qualcosa di ambizioso per il futuro senza dimenticare il nostro passato.
La cultura rappresenta per Terni la vera e unica opportunità di crescita e di sviluppo, la nostra attenzione va rivolta al teatro Verdi perché esso, simbolo per eccellenza della cultura, rappresenta l’anima, il legame sociale e l’identità della Comunità.
Qualsiasi altro progetto di ristrutturazione sarebbe come dare uno schiaffo alla nostra cultura, magari favorendo qualcuno, ma allo stesso tempo realizzando qualcosa di insignificante, come quel progetto che girava, che più che un teatro era un cinema-teatro di cui la città non ha bisogno.
È necessario considerare vari aspetti riguardanti il teatro Verdi, la sua storia, l’identità della nostra città, le sue radici culturali e la possibilità di conciliare questi aspetti con la contemporaneità, che darebbero luogo ad una filiera di produzione culturale e tecnologica in grado di condurre Terni all’avanguardia.
In merito al nostro teatro è intervenuto anche il professore Vittorio Sgarbi dichiarando che ‘da qui, con un semplice sopralluogo di ciò che resta del teatro Verdi e senza pregiudizi, occorre ripartire. Senza dogmi e improbabili vincoli’.
Lo stesso aveva dato disponibilità per un sopralluogo insieme alla dottoressa Maria Mercalli soprintendente delle belle arti dell’Umbria e la stessa amministrazione, ma quest’ultima non ha mai risposto.
In merito a tale situazione ho presentato un atto di indirizzo dove chiedo di organizzare quel famigerato sopralluogo, al fine di superare tutti gli ostacoli e ridare alla nostra città il teatro ottocentesco che tutti ci invidiavano, ma soprattutto far rinascere il simbolo per eccellenza della nostra cultura.
Confido, infine, nella volontà dell’amministrazione di votare e dunque organizzare quel sopralluogo, per il bene della città”.

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