Consiglio "illegittimo", bagarre a palazzo Spada: Ferranti manda tutti a casa

Il segretario Aronica comunica gli accertamenti sulle presunte incompatibilità di 11 consiglieri, il presidente scioglie la seduta. Orsini (Pd) porta tutto in procura, De Luca (M5S): tutti gli atti non validi

Da sinistra Orsini, Ferranti e Aronica

E due. Salta ancora il consiglio comunale e questa volta non è solo una questione politica interna alla maggioranza. Pesa come un macigno la questione delle presunte incompatibilità di 11 tra assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione legata alle pendenze con il Comune - multe e tributi non pagati - che non sarebbero stati segnalati al momento dell'accettazione dell'elezione. Caso che è già finito all'attenzione della procura.

"Il segretario generale Aronica mi ha comunicato solo mezz'ora fa che l'istruttoria è ancora in corso (ma la notizia era di dominio pubblico da giovedì, ndr) ed è in attesa di ricevere alcuni documenti che mancano e quindi gli atti che verrebbero votati oggi sarebbero illegittimi", dice il presidente Francesco Ferranti aprendo e chiudendo in sette minuti la seduta lampo del consiglio. 

Immediata la protesta delle opposizioni che hanno contestato la decisione di sciogliere la seduta, assediando Ferranti e Aronica e chiedendo di mettere ai voti la decisione. Eppure l'articolo 21 comma 2 lettera b del nuovo regolamento del consiglio affida al presidente il potere di scioglimento dell'assemblea. Una sfumatura rispetto al vero problema, quello delle presunte incompatibilità, che il consigliere comunale del Pd. Valdimiro Orsini, ha già portato in procura. 

Caos a palazzo Spada, il segretario Aronica assediato - VIDEO

"Questa mattina - spiega - ho presentato un esposto in procura sulle dichiarazioni mendaci rese dai consiglieri all'atto dell'accettazione dell'elezione e sull'operato del segretario Aronica che, ad istruttoria ancora aperta come dice lui, avrebbe chiamato i consiglieri interessati invitandoli a mettersi in regola. E comunque la discussione sarebbe dovuta essere fatta in consiglio perché è il consiglio che ha l'ultima parola sulle incompatibilità. Allo stato dell'arte questo è un Consiglio illeggittimo". Sulla stessa onda anche Thomas De Luca (M5S): "Se questa è la situazione tutti gli atti fin qui fatti dal consiglio comunale non sono validi compresa l'elezione del presidente che quindi non avrebbe potuto nemmeno sciogliere la seduta". 

Critica anche la vicepresidente del Consiglio, la grillina Patrizia Braghiroli. “Non sono stata avvisata della situazione in alcun modo all’interno dell’ufficio di presidenza - afferma - e la notizia dell’istruttoria avviata nei confronti di alcuni consiglieri comunale tra l’altro era già emersa pubblicamente nella giornata di ieri. Si è trattato quindi di un gesto di scarsa sensibilità istituzionale da parte del presidente nei confronti dell’ufficio di presidenza”.

Sull'elenco dei consiglieri incompatibili solo rumors e indiscrezioni. Si parla di cifre che vanno dai 70 euro ai 10mila euro per contravvenzioni non pagate e tributi come rifiuti e affissioni non saldati. Qualcuno ha già provveduto a sanare la sua posizione. 

Il segretario Aronica non rilascia commenti ma è evidente come la sua mossa metta in imbarazzo la maggioranza. La strategia iniziale dei gruppi di centrodestra doveva essere in realtà come quella di giovedì quando hanno fatto mancare il numero legale per il mancato accordo sui presidenti delle commissioni. Ma le critiche subite hanno convinto la maggioranza stessa a chiedere ad Aronica di metterci la faccia. In realtà non si sono sciolti nemmeno i nodi politici sulle commissioni con l'accordo sulle caselle ancora in alto mare. La Lega vorrebbe almeno due delle tre presidenze, gli altri alleati - Fdi, Terni civica e FI - ne rivendicano una ciascuna con il consigliere della lista civica Michele Rossi che avrebbe già minacciato di lasciare la maggioranza se, dopo il mancato riconoscimento nella Giunta, resterà fuori anche dalle commissioni. Assente in aula il sindaco Latini impegnato mani e piedi nell'emergenza bomba. 

Sette minuti d'oro

Intanto sette minuti di consiglio comunale valgono come se si fosse svolta una seduta normale, circa 3mila euro più i rimborsi dei permessi dei consiglieri che si sono dovuti assentare dal lavoro. Spiccioli che per un Comune dalle casse dissestate rappresentano comunque una "ferita". "Ho già chiesto ai capigruppo di rinunciare al gettone", dice il presidente Ferranti.

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La prossima seduta?

Ora ci si interroga anche su quando potrà essere convocata la prossima seduta del consiglio comunale per eleggere i presidenti delle commissioni e dare finalmente piena operativitià all'assemblea. "Dobbiamo attendere la fine dell'istruttoria - dice Ferranti - ma il segretario mi ha assicurato tempi brevi". Lo vogliono entro 20 giorni i gruppi di opposizione che hanno già fatto formale richiesta ai sensi dell’articolo 39 comma 2 del TUEL. “L’urgenza della convocazione – scrivono in una nota i gruppi delle opposizioni M5S, Pd, SC e TI - è dovuta alle disposizioni regolamentari che impongono al consiglio comunale di rendere funzionali le commissioni entro 15 giorni dalla nomina del presidente del consiglio avvenuta il 19 luglio scorso, così come prescritto dall’articolo 29 comma 2 del regolamento del consiglio comunale. Tutto ciò con l’obiettivo di dare piena funzionalità al consiglio comunale cosicché l’amministrazione nel suo complesso possa iniziare a dare risposte alle esigenze urgenti delle città". 

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