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Da sinistra Sciarrini, Taradash, la giornalista Elisabetta Fiorito e Gozi

Da sinistra Sciarrini, Taradash, la giornalista Elisabetta Fiorito e Gozi

"Una proposta politica nuova per superare i nazionalismi di destra e sinistra"

L'ex leader radicale Taradash e il deputato del Pd Gozi a Terni per l'iniziativa organizzata dall'associazione Cittadini Liberi

Contrastare i nazionalismi e i populismi, per rilanciare l’Italia e quindi l’Europa, con una proposta nuova che superi gli schemi destra-sinistra ma anche i partiti tradizionali. E' stata questa la discussione nel corso dell'iniziativa  “Perché Europa? Quale Europa?”, organizzata dalla neonata associazione Cittadini Liberi. L’incontro, introdotto dal presidente dell’associazione Marco Sciarrini, ha visto la presenza dell’onorevole Sandro Gozi (Pd), già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli affari europei e Marco Taradash, storico esponente radicale, fondatore di Centro Motore, aggregatore per le forze liberaldemocratiche.

“Per salvare l’Europa - ha detto Taradash -  va salvata l’Italia, perché il popolo pur non volendolo, gli elettori dei 5Stelle non hanno certo votato per un governo con la Lega, si ritrova con un governo  totalmente antieuropeo, antieuro e anti qualunque cosa. L’unico argine ad una prospettiva che veda le forze sovraniste vincere alle elezioni europee è una aggregazione che metta insieme le forse liberaldemocratiche e riformatrici”. Poi si è soffermato sul ruolo dei singoli partiti che attualmente sono all’opposizione in Italia. “Se il quadro si conferma quello attuale, il rischio è di avere solo due forze di opposizione al Parlamento UE e cioè il Pd e Forza Italia, che non contano più niente: non sono più credibili e da sole non ce la faranno, perché negli ultimi 20 anni hanno avuto la possibilità di dare risposte a quello che veniva chiesto e cambiare l’Italia e l’Europa e non l’hanno saputo fare. Quanto a +Europa, è un progetto bello, nel quale credo, a tal punto che mi sono iscritto, ma da sola non ce la farà mai a superare la soglia di sbarramento del 4%. Invece mettere insieme tutte queste forze serve a realizzare una alleanza che, ne sono convinto, ha la possibilità di vincere, in prospettiva anche alle Politiche, perché questa è la vera maggioranza della popolazione”.

Sandro Gozi, in corsa per la presidenza del Movimento Federalista Europeo che la prossima settimana svolgerà le sue elezioni a Vienna, ha lanciato un messaggio chiaro al suo partito, il Pd: “Spero che prenda atto che è necessario un cambio di rotta e si metta al servizio di una nuova alleanza sociale e liberale”. “Fassina era il responsabile economico del Pd con Bersani e fece votare il fiscal compact – ha aggiunto – adesso ha fondato un movimento che si chiama Patria e Costituzione e propone un nazionalismo di sinistra”. E insiste ancora sul discorso del cambio di prospettiva: “Il 4 marzo è crollato il sistema politico, non sono spariti i valori, bensì le categorie, bisogna crearne di nuove, bisogna creare una nuova leadership europea. Difendere la Unione Europea significa difendere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti civili, i diritti in generale, tutelare le minoranze, pensare ad uno sviluppo reale dei Paesi che non può avvenire chiudendosi ciascuno dentro al suo guscio. La Ue rappresenta ciò di cui Salvini e Di Maio hanno paura è per questo che stanno cercando di smontarla. Prima volevano uscirne, poi hanno visto la Brexit, con la Gran Bretagna che sarà costretta a sottostare ai dettami Ue e del mercato comune restando fuori dalla porta e hanno capito che è meglio restarvi per svuotarla da dentro. L’obiettivo non deve essere puntare al 4% o ad un punto in più rispetto al 17% che ha preso il Pd alle politiche ma il 40%”. Anche da lui una stoccata a Forza Italia. “Tajani come presidente Ue è costretto a dire di essere a favore delle sanzioni contro l’Ungheria, ma come coordinatore di Forza Italia ha avallato che i suoi abbiano votato contro”. “Salvini e Di Maio - ha concluso - ci stanno mandando a sbattere contro un muro.  A livello europeo già da un po’ l’Italia non conta più niente  e adesso stiamo andando verso una procedura di infrazione i costi della quale saranno pagati dai cittadini, con l’aumento dei mutui e di molto altro”.

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