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“Asm-Acea, Terni da sola vuole salvare il Sii. Quali interessi ci sono dietro?”

L’intervento del Comitato No inceneritori: “La società non ha saputo tenere in equilibrio i conti ed ha portato ai livelli più alti in Italia la tariffa, che salirà presumibilmente ancora nel prossimo anno a fronte di un ranking bassissimo”

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del Comitato No inceneritori Terni sulla cessione di quote del Servizio idrico integrato da Asm ad Acea.

Cessione quote Asm ad Acea: Terni da sola vuole salvare il Sii. Quali interessi ci sono?

La domanda sul perché da solo il Comune di Terni, sacrificando un ulteriore 15% di controllo pubblico, è più che legittima, e dovrebbe farsela l’intera maggioranza. A fronte soprattutto del fatto che tutti gli altri Comuni, tra cui Narni e Orvieto, hanno votato contro il bilancio 2019 presentato dal Sii, e non hanno versato le quote che la stessa aveva intimato di versare entro il 30 settembre.

Il segnale è chiaro a chiunque: la società Sii è morta, i Comuni che sono contemporaneamente debitori e creditori verso se stessi hanno capito che non vedranno un soldo e per questo hanno rigettato il bilancio.

Perché allora solo Terni, sacrificando un 15% delle quote di Asm (controllata al 100% dal Comune) in favore di Acea, sta facendo di tutto per salvare un già cadavere? E perché per salvarla concede ad Acea di comunicare al mercato degli azionisti che di fatto la società è una sua controllata, attraverso il consolidamento?

Perché il Comune di Terni non apre una vertenza con tutti i Comuni del vecchio ambito sulla scia di quella dei Comuni dell’Ato 5 del Lazio? La società non ha saputo tenere in equilibrio i conti a fronte di iniezioni milionarie da parte di tutti i soci, ha portato ai livelli più alti in Italia la tariffa, che salirà presumibilmente ancora nel prossimo anno a fronte di un ranking bassissimo, ha messo i soci pubblici nella condizione assurda di debitori/creditori mettendo così un cappio al collo e una ipoteca futura sulla capacità reale di decisione in materia di servizi essenziali.

Inoltre, ci chiediamo dove sia finito l’impegno preso pubblicamente dal presidente del consiglio comunale di Terni, Francesco Ferranti, a convocare una riunione dei capigruppo con il Comitato per discutere della nostra proposta di azionariato diffuso per far fronte alla situazione finanziaria di Asm, separandola dalla questione Sii, perché sono due questioni diverse ma a cui l’attuale maggioranza vuole dare una sola stretta definitiva.

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