Viadotto chiuso, scontro frontale tra Lega, Pd e 5S. Il Carroccio: modello Genova per la ricostruzione

Le opposizioni accusano il sindaco di Terni: non ha fatto nulla per le infrastrutture. I consiglieri comunali del partito di Salvini replicano: accuse ridicole, sono loro ad avere malgovernato la regione e questa città

Foto da Facebook

“Scontro” frontale tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Lega sulla chiusura del viadotto Montoro lungo il raccordo Terni-Orte e più in generale sul tema delle infrastrutture e dell’isolamento di Terni e dell’Umbria.

Ad accendere la miccia della polemica, già abbastanza rovente date la pessima situazione innescata dalla chiusura del viadotto decisa da Anas per ragioni di sicurezza, sono i gruppi consigliari di Pd e 5 Stelle delComune di Terni che, in una nota congiunta, hanno messo nel mirino il “silenzio” del sindaco di Terni, Leonardo Latini, accusa di non avere fatto nulla per cercare di intervenire sulla situazione.

“Ci sono file chilometriche, che non possono essere affrontate con le lacrimucce del sindaco Latini. Come gruppi consiliari abbiamo fatto pervenire le dovute segnalazioni al Governo e sul fronte infrastrutture per l’Umbria da mesi stiamo lavorando secondo le nostre possibilità. Servirebbe un apporto da parte delle istituzioni locali. Francamente, non se ne può più del solito piagnucolare – dicono dem e pentastellati -   di chi si nasconde sempre dietro gli alibi. Così si sta facendo anche per la vicenda del viadotto Montoro lungo la Terni-Orte. Il pianto di chi in oltre due anni non ha fatto nulla. Ci dica il sindaco della città più rilevante del territorio dell’Umbria del sud come e se ha rappresentato gli interessi di Terni sul tema delle infrastrutture. Tiri fuori le eventuali lettere, telegrammi, mail inviate da lui all’Anas, ad Rfi, alla regione, ai governi, sia quello con il suo leader Salvini sia quello attuale”.

“La verità è che lui non si è mai posto il tema dei collegamenti di una grande città di 110mila abitanti, con la presenza di industrie internazionali. Non si è mai chiesto se Terni avesse necessità di collegamenti sicuri su ferro, gomma, avesse bisogno di luoghi di movimentazione delle merci, di progettualità, di rapporti con il Lazio. Che fine ha fatto il progetto Civiter, che appunto prevedeva sinergie e collegamenti tra Terni, Rieti, Civitavecchia e Viterbo?  Lui in questi due anni e mezzo ha pensato solo alle buche e a qualche aiola, peraltro anche male viste le condizioni del verde e delle strade cittadine, perché è sempre andato dietro alla polemicuccia e alla ricerca del consenso spicciolo senza guardare al futuro di questa città”.

“Il sindaco che in due anni e mezzo ha parlato solo di amenità e di vie inesistenti – attacca la minoranza – non si è mai interessato di cosa accadesse oltre il suo naso. Ora scopre che c’è il problema del raccordo autostradale, che la chiusura prolungata del viadotto porterà danni al territorio. Tutto vero, ma lui cosa sta facendo? Ha convocato una riunione, un tavolo, ha interessato della vicenda la prefettura? Soprattutto ne ha parlato con la Regione? Oltre a discutere della segreteria ternana della Lega, delle alleanze politiche pro e contro la commissaria inviata da Roma, è stato affrontato il nodo delle infrastrutture?  Chiediamo al sindaco di rimboccarsi le maniche, di non occuparsi solo di nomine e di poltrone, ma di lavorare negli interessi di Terni”.

In trincea per conto del sindaco scendo i consiglieri comunali della Lega, che in una nota definiscono “davvero ridicole le accuse rivolte al sindaco di Terni da parte del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle rispetto alla situazione della Terni-Orte e delle infrastrutture umbre”.

“I due partiti che rappresentano le forze di governo, e in particolare il Pd che per cinquanta anni ha malgovernato la Regione Umbria e dal dopoguerra la città di Terni, tentano di addossare al sindaco Latini, in carica da poco meno di due anni, la colpa dell’isolamento storico dell’Umbria e la responsabilità decennale della mancanza di interventi sul tema dei trasporti e delle infrastrutture. Siamo al paradosso. Pronunciare certe frasi vuol dire ribaltare completamente la realtà nel goffo e squallido tentativo di cancellare decenni di disgraziata e inadeguata amministrazione di sinistra. Non diciamo nulla sulla parentesi Toninelli come ministro delle infrastrutture, perché davvero non c’è nulla da dire vista la totale incapacità dimostrata nel ricoprire un ruolo che il Movimento 5 Stelle gli ha poi negato nel Conte 2”.

“Siamo ben consapevoli delle criticità che stanno emergendo dalla chiusura del viadotto di Montoro e delle conseguenze che esso porterà dal punto di vista della circolazione stradale, del turismo e dei trasporti, con particolare influenza sul ciclo industriale di Ast Terni e di altre realtà che necessitano della viabilità per Civitavecchia. Tuttavia – suggerisce la Lega - invece di scaricare le responsabilità sul sindaco, i consiglieri di Pd e 5 Stelle farebbero meglio ad intervenire presso il proprio governo affinché appoggi le proposte presentate dai parlamentari della Lega, Alessandrini e Saltamartini, di avviare per il viadotto Montoro il modello Genova utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi in modo da velocizzare e sburocratizzare le pratiche necessarie e consentire la riapertura del tratto in sicurezza e in tempi brevi”.

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