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Martedì, 23 Aprile 2024
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Scorie Ast, non solo asfalto: nella nuova vita c’è anche il calcestruzzo

Altro progetto sperimentale per recuperare il materiale di risulta dalle lavorazioni dell’acciaieria di Terni. Fra un anno e mezzo pronta anche la nuova rampa

L’asfalto d’acciaio non è l’unica alternativa per dare nuova vita alle scorie dell’acciaieria di Terni. In fase di sperimentazione c’è anche un altro progetto che prevede la possibilità di riutilizzare le scorie di lavorazione di Ast anche nel calcestruzzo.

Il dettaglio, tutt’altro che di poco conto, è emerso durante la presentazione dei risultati dell’attività di monitoraggio della qualità dell’aria da parte di Arpa Umbria e fa il paio con il progetto che lo scorso mese di dicembre ha visto Anas utilizzare su un tratto di strada di circa 300 metri lungo la statale Valnerina la miscela bituminosa composta dal filler fornito da Tapojarvi, l’azienda che per conto di Ast si sta occupando del recupero scorie.

Novità, a proposito, sono emerse anche per quanto riguarda la rampa scorie di Arvedi Ast. Ad oggi, la lavorazione di questo materiale avviene completamente all’aperto visto che la temperatura delle stesse scorie – circa mille gradi – non consente di utilizzare coperture sopra la rampa scorie. La novità è che entro giugno o luglio del 2025, la lavorazione delle scorie bianche (il 60% del totale) avverrà completamente al chiuso grazie all’utilizzo di uno speciale tamburo rotante che permetterà di abbassare la temperatura di lavorazione fino a circa cento gradi grazie ad una particolare procedura di raffreddamento. Per le nere, invece, sempre in quello stesso periodo, sarà pronta una nuova rampa.

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