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“Frecciarossa a Terni? Partirebbe alle quattro del mattino con un costo da 150mila euro a passeggero”

Alta velocità, l’assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche replica alla proposta di Palazzo Spada: “Si preferisce prendere decisioni seriali tanto per colpire la pubblica opinione. Governare non è solo tagliare l’erba, fare strage di pinete e otturare le buche, ma conseguire obiettivi”

“Metteremmo anche 10 Frecciarossa, se mai fosse possibile”. E invece, numeri e dati alla mano, l’ipotesi avanzata qualche tempo indietro dal Comune di Terni – ossia avere in città una fermata dell’alta velocità – secondo l’assessore regionale ai trasporti, Enrico Melasecche, non è possibile.

“Abbiamo già un Frecciarossa per Milano a un passo da Terni, veloce, comodo, facilmente raggiungibile, che abbiamo istituito due anni fa dal nulla precedente. Grazie anche alla collaborazione fra Regione Lazio e Umbria – ricostruisce Melasecche - oggi non dobbiamo più arrivare a Roma e tornare indietro, pagando peraltro in più quell’inutile percorso, ma basta recarsi in pochi minuti ad Orte, praticamente un avamposto di Terni verso l’alta velocità, in treno o in auto, per salire su un Frecciarossa 1000 che porta direttamente a Milano Centrale a tempo di record, in 3 ore e 7 minuti. Lo adoperano con piena soddisfazione molti ternani ma anche spoletini, viterbesi, reatini, eccetera. Partenza ore 6,43 arrivo ore 9,50 alla stazione di Milano Centrale. La sua collocazione nel Lazio, a pochissimi chilometri dal confine amministrativo regionale, non può essere motivo di valutazione negativa, ciò che conta è avere un servizio comodo ed efficiente”.

Spiegando che nel prossimo piano regionale dei trasporti potrebbe trovare posto il progetto di una stazione dell’alta velocità a Orte, “che, come la Medio Etruria per l’Umbria centro settentrionale, consentirà di salire su più Frecciarossa al giorno verso il nord e il sud del Paese”, Melaseche entra poi nel cuore del dibattito. “È possibile ottenere quindi l’arretramento richiesto dal Comune di Terni? Negli incontri ripetuti che abbiamo avuto con i vertici nazionali di Trenitalia alla presenza dell’ad del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, oltre che nella corrispondenza specifica, è stato ribadito un concetto fondamentale che costituisce linea guida per tutto il sistema dell’av in Italia: non è possibile implementare il numero dei Frecciarossa, treni a mercato, che viaggiano sulle linee lente regionali, e comunque è indispensabile un contributo che copra i costi molto elevati non coperti dalla bigliettazione. Fare crociate pubbliche chiamando in causa assessori regionali senza aver prima approfondito la materia crea confusione e inutili aspettative fra i cittadini”.

Ecco i motivi partendo anzitutto dalla “verifica degli orari per valutare la differenza fra la fermata di Orte del Frecciarossa e quella richiesta dal sindaco su Terni in modo da comprenderne bene quale è più vantaggiosa. Quali orari avrebbe il fantomatico Frecciarossa Terni-Perugia-Firenze? Per giungere a Perugia in tempo utile per le ore 5,24 – analizza l’assessore regionale - dovrebbe partire da Terni alla volta di Giuncano, Spoleto, Foligno, Assisi, almeno un’ora e mezzo prima, quindi alle 3,53 di notte, un’ora assurda, obbligando i ternani ad alzarsi alle 2, forse non conviene neanche andare a dormire. È evidente anche ad uno sprovveduto che è molto più conveniente utilizzare quello di Orte, un Frecciarossa 1000, top della gamma, oltretutto più veloce. Innanzitutto perché parte alle 6,43, in orario molto più abbordabile, ma anche perché giunge diretto a Milano Centrale, senza rotture di carico, alle 9,50 in sole 3 ore e 7 minuti (a Milano Rogoredo arriva in 2 ore e 55 minuti) mentre per arrivare a Milano Centrale, da Terni, arretrando il Frecciarossa da Perugia, si è obbligati a cambiare mezzo di trasporto a Milano e occorrono addirittura 5 ore e 30 minuti rispetto alle 3 ore e 7 minuti da Orte. Aggiungendo a quest’ultimo una mezz’ora per arrivare ad Orte, rimane questo assolutamente più conveniente. Non esiste confronto”.

Secondo punto, i costi per le casse pubbliche. “Ammesso che sia possibile ottenerlo, e non lo è per le ragioni suddette che invitiamo il sindaco di Terni a verificare, quanto costerebbe a tutti gli umbri l’ulteriore arretramento del Frecciarossa da Fontivegge a Terni? Se da Arezzo a Perugia costa circa 2,5 milioni di euro, di cui 300mila euro donati annualmente dalla Fondazione Perugia, probabilmente potrebbe costare molto, almeno 3 milioni ma, mentre a Perugia sale una media di 90 passeggeri al giorno, oltre a quelli che salgono alla successiva stazione di Terontola, quanti sarebbero coloro che salgono a Terni alle 3,53 del mattino? Ipotizziamo circa 20. Dividendo 3 milioni per 20 otteniamo quanto gli enti pubblici dovrebbero integrare, cioè 150.000 euro a passeggero per ogni anno. Una cifra assurda. Il tutto per non recarsi ad Orte (che tutti consideriamo una località sotto casa) in treno o con la propria auto? Senza tener conto che, perdendo gran parte dell’utenza di Terni, l’attuale Frecciarossa di Orte verrebbe probabilmente soppresso”.

“Conviene continuare a prendere decisioni seriali, tanto per colpire la pubblica opinione, ma che alla luce dell’analisi razionale appaiono fuori luogo? L’invito ad un confronto pubblico sui problemi della città, sulle mie deleghe quale assessore regionale è sempre valido – conclude Melasecche - ma vedo che continua a cadere nel vuoto. Si preferisce gridare da lontano, vomitare veleno, scrivere menzogne al limite della querela piuttosto che riflettere e lavorare congiuntamente. A chi conviene continuare ad offendere e inventarsi ogni giorno qualcos’altro per stupire? Governare non è solo tagliare l’erba e fare strage di pinete, non è solo otturare le buche, ma conseguire obiettivi molto più impegnativi che ancora non si vedono”.

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