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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Scontro fra Ater e Comune di Terni, l’azienda: “Campagna di discredito, investiti quaranta milioni in quattro anni”

La replica del consiglio di amministrazione agli assessori Mascia Aniello e Giovanni Maggi: “Sugli interventi di manutenzione non ci prestiamo a strumentazioni da campagna elettorale”

“Una campagna di discredito che va avanti da diversi mesi”. Così il consiglio di amministrazione di Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, replica agli attacchi “degli assessori comunali di Terni alle manutenzioni Mascia Aniello e ai lavori pubblici Giovanni Maggi, sulle condizioni degli immobili di edilizia residenziale pubblica e sulla lamentata attività di manutenzione svolta da Ater”. La replica arriva attraverso una nota diffusa dall’azienda in cui si puntualizzano cifre, situazioni e responsabilità. E che si conclude con un “invito” a Palazzo Spada che prende le mosse dal “costante impegno e lavoro – scrive Ater - per assicurare la qualità dell'abitare dei cittadini”.

“Dal 2020 al 2024 – spiega la nota dell’azienda regionale - gli investimenti complessivi ammontano ad oltre 40 milioni di euro nel comune ternano. Di questi, per il 2024, oltre 24 milioni, provengono da delibera Cipe, Pnrr e Pnc. Ricordiamo che la governance del precedente quinquennio aveva stanziato soltanto 4 milioni di euro per il territorio. Quindi, aver decuplicato i fondi non ci sembra sintomo di una mancata attenzione da parte dell’attuale amministrazione dell’ente. Complessivamente il numero degli alloggi interessati da tutti gli interventi di manutenzione è di 2.844, quelli ristrutturati e rimessi nel mercato sono 124, i nuovi alloggi realizzati o da realizzare sono 47”.

Entrando nel dettaglio delle rimostranze avanzate dall’amministrazione comunale di Terni, Ater Umbria dice di essere stata “sempre stata disponibile” ma “rimane in attesa della convocazione di un tavolo da parte della Regione, che è il primo destinatario della missiva del Comune inoltrata nei giorni scorsi”.

L’ente regionale tiene inoltre a specificare che “su questo tema e su tutto ciò che è stato genericamente segnalato dall’amministrazione comunale, non si presta a strumentalizzazioni da campagna elettorale e affronterà i problemi degli immobili con serietà, come ha sempre fatto, coniugando la dignità degli inquilini con la necessità di mantenere i conti in ordine”.

Con riguardo alle aree per le quali sono state indicate “circostanze oggettivamente più critiche”, Ater rileva che “la questione non può essere ricondotta semplicisticamente alla responsabilità dell’ente, ma evidentemente si dimentica che le stesse si trovano su porzioni di aree di proprietà comunale e demaniale, su cui insistono anche fabbricati di proprietà dello stesso Comune e dunque non ricadenti nella gestione di Ater”. “Riguardano” inoltre “porzioni di aree, intestate all’Ater, ma di fatto costituenti parti comuni di fabbricati a totale proprietà privata e/o di fabbricati a proprietà mista Ater/privati; porzioni di aree, ancorché intestate all’Ater, che sono oggetto di convenzione con il Comune di Terni per le quali non risultano ancora perfezionati dal Comune i relativi atti di retrocessione e per le quali l’azienda ha portato più volte all’attenzione la necessità di provvederne alla regolarizzazione; porzioni di aree comuni a fabbricati di proprietà esclusiva di Ater, costituiti in autogestioni nei quali sono ricompresi anche immobili locati allo stesso Comune; porzioni di aree esclusivamente private”. Ci sono insomma delle questioni burocratiche da sistemare e le “scartoffie” ancora irrisolte provocherebbero un rallentamento nelle azioni da portare a termine.

Anche per questo, “non è dunque possibile puntare l’indice, in particolare in periodi di campagna elettorale, nei confronti dell’ente quando i problemi si risolvono fattivamente con la collaborazione di tutte le amministrazioni interessate”. Ater Umbria “ricorda al riguardo che, nel corso del 2023, è stata intrapresa con gli uffici del Comune di Terni un’importante attività tecnico-ricognitiva finalizzata alla stesura di un accordo per una razionalizzazione del patrimonio tra i due enti.

Restiamo quindi in attesa, da parte del Comune – si chiude la nota - della sottoscrizione dell’accordo, già approvato dal Cda di Ater, anche al fine di poter adempiere ai propri doveri istituzionali per quelle aree tuttora in carico ad Ater ma che giuridicamente dovrebbero essere, già da anni, in piena proprietà e gestione dell’amministrazione comunale”.

“Ater si è sempre fatta parte diligente, anche per gli interessi di pubblica incolumità, e promotrice, nel corso degli anni, nei confronti dei vari soggetti interessati, tra cui la stessa amministrazione comunale, di interlocuzioni e di attività tecniche, per trovare soluzioni che potessero superare le difficoltà di gestione delle aree sia a livello di singolo edificio che di quartiere. Ci aspettiamo che il Comune di Terni faccia altrettanto”.

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