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Polo mantenimento armi leggere, arriva il bando di concorso pubblico per il personale

Dei 1.139 posti su base nazionale, 70 riguarderanno la struttura di Terni. Francesco Filipponi (Pd): “Occasione di lavoro per le generazioni più giovani”. Ecco tutte le posizioni aperte

Pubblicato dal ministero della Difesa il bando di concorso per 1.139 posizioni aperte su base nazionale, di cui 70 riguarderanno il Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (per tutte le informazioni CLICCA QUI). Il concorso, dunque, riuscirà almeno in parte a coprire la carenza di organico presente nella struttura, con 200 dipendenti civili presenti a fronte di una pianta organica di 384 unità.

“In seguito al nostro atto presentato nei giorni scorsi - ha dichiarato il Pd di Terni - con l'intento di chiedere al ministero della Difesa di salvaguardare l’organico e di promuovere un ricambio di personale da convogliare nel ciclo produttivo del Polo di mantenimento armi leggere, è stato pubblicato un bando di concorso per 1139 su base nazionale, delle quali almeno 70 posizioni, suddivise su vari profili, riguarderanno Terni. Con  questo concorso si potrà almeno parzialmente assicurare, un’opportunità di lavoro per le generazioni più giovani. Considerando la necessità di proseguire questo lavoro per colmare una carenza di organico comunque ancora significativa, serve che venga promosso con urgenza un tavolo tecnico con i rappresentanti del comune di Terni, della regione Umbria, del ministero, del Polo di mantenimento e delle rappresentanze dei lavoratori, per mettere in atto tutte le misure necessarie a garantire la continuità dell’attività e la stessa permanenza del Polo a Terni. 

“Il Polo - continua la nota - impiega attualmente meno di 200 dipendenti civili, a fronte di una pianta organica di 384 unità, a causa dell’età media avanzata del personale attualmente in servizio, detto numero è destinato a ridursi ulteriormente anche nel breve termine, con il rischio di impedimento della prosecuzione dell’attività della fabbrica, privandola delle necessarie risorse non solo in termini numerici, ma anche di capacità professionali e tecniche”. 

“Questo primo concorso - conclude - è un buon risultato per il quale intendiamo ringraziare tutti coloro che si sono impegnati a partire dai lavoratori, alle sigle sindacali, alle Rsu, ai nostri parlamentari e consiglieri regionali, ma occorre proseguire il lavoro”. 

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