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Il senatore del M5S, Stefano Lucidi

Il senatore del M5S, Stefano Lucidi

Inquinamento all'Ast, il M5S: "Giustificazioni inutili, portiamo tutto in procura"

Depositata l'interrogazione parlamentare in Senato, Lucidi e Liberati: "Ora intervengano magistratura e ministero, l'azienda bonifichi l'area"

"Le giustificazioni dell'azienda non valgono nulla". Dopo le spiegazioni di Ast sulla contaminazione delle falde acquifere sotto lo stabilimento e la nube arancione di domenica scorsa il M5S torna all'attacco depositando l'interrogazione parlamentare in Senato che sarà inviata anche alle procure "per portare a conoscenza ufficiale anche la magistratura dei fatti relativi ai livelli di inquinanti riscontrati da Arpa Umbria, e chiedere che intervenga immediatamente, con ogni mezzo a disposizione".

"A nulla valgono le opposte giustificazioni dell’azienda - sostengono il senatore Stefano Lucidi e il capogruppo in consiglio regionale Andrea Liberati - che adducono alla storia e al passato i livelli di inquinamento, perché come sempre accade si eredità tutto nel bene e nel male, quindi bonificare e restituire alla società è un onere che spetta agli attuali proprietari, e anche in caso di cessione futura, questi oneri resteranno in capo all’azienda. Ed è per questi motivi che chiediamo la restituzione dell’utile aziendale al territorio".

Con l'interrogazione parlamentare i grillini chiedono al ministero delll'Ambiente due cose "che si avvii una fase di analisi di tutta l’area industriale per verificare lo stato dei luoghi e una interpretazione preventiva della norma anche se a nostro giudizio la legge è estremamente chiara: se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività industriali ne trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche di quei luoghi".

Per il Movimento 5 Stelle "i livelli di veleni e inquinanti riscontrati da ministero dell’Ambiente, Ispra e Arpa Umbria, sono assolutamente allarmanti e necessitano un intervento urgente. D’altronde anche lo stesso Comune di Terni aveva emesso due importanti ordinanze in merito, motivate e al fine di 'porre in essere le misure straordinarie indispensabili per prevenire fenomeni che possono compromettere la salute pubblica' ordinando il divieto di utilizzo e la captazione delle acque sotterranee a scopo domestico, irriguo, igienico sanitario nonché idropotabile da eventuali pozzi privati ubicati nell'intorno degli stabilimenti siderurgici Ast, ma anche 'il divieto di coltivare all’aperto prodotti ortofrutticoli per l’alimentazione umana o animale, nonché l’allevamento di animali all’aperto” nelle aree limitrofe allo stabilimento Ast in zona Prisciano".

"Alla luce di questi fatti - concludono -. appare evidente che la città di Terni, il suo territorio, le sue risorse naturali e la sua storia millenaria, così come è stato per Taranto, è stata aggredita, erosa e maltrattata. Un territorio importante che qualche piccolo politico regionale tenta di sminuire e ridurre a grigia periferia industriale, ma tutti sappiamo adesso che così non è".

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