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Economia

Sciopero al Tubificio, lunedì operai con le braccia incrociate

La protesta indetta dalle rsu di viale Brin dopo il confronto con i vertici delle acciaierie: "Notizie poco rassicuranti"

Braccia incrociate lunedì 8 ottobre due ore per ogni turno al Tubificio di Terni. E' la risposta delle rsu di Ast alla situazione emersa dopo il confronto tra sindacati e azienda sulle prospettive del Tubificio alle prese con una crisi di mercato che per i lavoratori non è soltanto dovuta alla congiuntura sfavorevole.

"Le preoccupazioni restano forti" dicono le rsu che temono un ridimensionamento di quello che da sempre viene considerato uno dei fiori all'occhiello della fabbrica. Oltre a quanto dichiarato ufficialmente dall'ad Burelli dallo stabilimento di Maratta arrivano altre notizie relative a macchinari fermi e riduzioni di turni che non lasciano presagire nulla di buono. E per questo hanno indetto uno sciopero nella giornata di lunedì dalle 9,30 alle 11,30 per il primo turno, dalle 14,30 alle 16,30 per il secondo e dalle 22 alle 24 per il terzo e ultimo turno. Durante l'astensione dal lavoro si terranno le assemblee nello stabilimento. 

L'attenzione sul Tubificio si era nuovamente accesa dopo l'annuncio dell'interesse del gruppo Marcegaglia a rilevare Ast, se e quando le acciaierie di Terni saranno ufficialmente messe in vendita dalla ThyssenKrupp. Perchè quello del Tubificio è uno dei pezzi dell'Ast che interessano particolarmente all'azienda mantovana già dai tempi della prima offerta in cordata con Aperam e il gruppo Arvedi. Uno "spezzatino" che tuttavia non piaceva e continua a non piacere ai sindacati. 

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