Farmacia Terni, voto decisivo della commissione: "L'azienda paghi l'affitto"

Con 5 voti favorevoli e 3 astensioni si è conclusa la seduta. L'ultima parola al consiglio comunale. La cronaca

Non c'è pace per Farmacia Terni. La commisione ha votato: con 5 favorevoli e 3 astenuti l'azienda dovrà pagare l'affitto al Comune (sempre se la decisione non cambi in consiglio comunale). Dopo la sentenza del Tar che ha riaperto la partita della vendita della farmacie comunali, questo pomeriggio, in terza commissione consiliare c'è stata la discussione e l'espressione di un parere sulla delibera di giunta n.13 del 10 agosto, ovvero quella con cui stabiliva che l'azienda avrebbe dovuto pagare un affitto all'ente comunale per i locali di corso Tacito e per i locali di Palazzo Falchi. Un canone di 7mila e 726 euro circa totali che divisi per le diverse sedi ammontano a 2.250 euro al mese per la farmacia Falchi, 1.904,39 euro per la farmacia Ospedale 1 (cioè quella di corso Tacito) e 3.571,50 euro per Palazzo Falchi. 

Ospiti della terza commissione l'amministratore unico e il dirigente di Farmacia Terni S.r.l, Fausto Sciamanna e Nicola Nulli Pero. Una precisazione da parte del presidente della commissione prima di passare la parola a Sciamanna. "Si parlerà solo della questione all'ordine del giorno". Sciamanna, nonostante l'insistenza di Fiorini che a tutti costi vuole sapere se la Farmacia Gabelletta sia in affitto o meno, mantiene il punto e risponde con un serafico "no comment". 

"Bisogna considerare due fasi diverse", afferma l'amministratore di Farmacie Terni. "La prima è quella ante delibera. Nel 1994 il Comune assegnava gli immobili di Palazzo Falchi all'azienda che ne avreebe dovuto sostenere il costo di manutenzione. Nel 1999, con il commissario straordianrio le cose sono cambiate e si è fatta marcia indietro. Infine c'è stata la delibera del 2000 che è quella, a mio avviso, determinante. Con questa la società è stata autorizzata a pagare l'ammortamento delle spese dei lavori effettuati sugli immobili e non l'affitto. Una spesa di 899mila e 845 euro da ripagare in 30 anni. Dobbiamo ancora ammortizzare 356mila euro".

"All'epoca - sottolinea Sciamanna - l'ente pensava ad un affitto di fatto e non ha mai regolarizzato la situazione che ho appena descritto. Passiamo ora alla seconda fase, quella post delibera. Sono costretto a prendere atto del cambio di orientamento da parte dell'amministrazione comunale. Non dico di essere favorevole al pagamento di un canone di affito, ma nel caso in cui dovessi firmare un contratto simile deve essere fatto un nuovo piano di valutazione del canone perché le cifre richieste sono state stabilite solo dall'ufficio tecnico del Comune. Nell'eventualità, anche la società dovrà far fare una valutazione, anche perché il sindacato non mi permetterebbe mai di firmare un atto simile".

Iniziano le domande dei consiglieri. A prendere la parola è subito Maurizio Cecconelli (FdI) che chiede: "Come è stato fatto il calcolo per il residuo dell’ammortamento? Quando è iniziato l'ammortamento?". Qualche incertezza da parte di Sciamanna sulla data di inzio. In suo soccorso arriva Nulli Pero che spiega che il coefficiente di ammortamento era del 3 per cento in 30 anni e che i pagamenti sono iniziati nel 2001. Dall'altro lato arriva Valdimiro Orsini (Pd) che afferma che la delibera del 2018 la fa troppo semplice. "Non è pacifico che Farmacia Terni debba iniziare a pagare un affitto se c'è la delibera del 2000 che autorizza l'ammortamento. È lecito che il Comune chieda un affitto per Palazzo Falchi?". Si passa poi a parlare degli immobili di corso Tacito. "Qui la situazione è promiscua", afferma Orsini, deciso: "Sappiamo che una parte è privata e l'altra del Comune. Ma l'ente ancora non ha una planimetria che indichi quale sia la sua parte e quale no. Inoltre la cifra d'affitto è stata stabilità dal Comune senza sentire la valutazione della controparte. Prima di votare credo che andrebbero regolarizzate tutte queste cose".

Ad attaccare l'amministratore unico arriva Emanuele Fiorini (Lega): "Esiste una delibera comunale che vi autorizza a non pagare l'affitto? E per la Farmacia di Gabelletta?". Ma Sciamanna non cede e risponde che lui al tempo non c'era e che ha fatto una ricerca per capire la questione dell'ammortamento: "Seppur non fosse stato firmato nessun contratto, quello era un contratto. Era un tacito accordo tra azienda e Comune. Il bene è occupato da anni e nessuno ci è venuto mai a chiedere nulla. Per quanto riguarda Gabelletta, il locale è stato comprato". Fiorini non perde occasione per chiedere con quali soldi ma Sciamanna risponde con un semplice:"Non lo so".

Paolo Angeletti (Terni Immagina) interviene per fare una precisazione: "Se la delibera c'è, è determinante. Bisogna vederla perché se ha le carte in regola non è legittimo chiedere un affito". Riprende la parola Cecconelli che tutto d'un fiato dice che la delibera parla di ammortamento e non di uso trentennale e che l'utilizzo parte dal '94 e quindi, secondo la sua interpretazione, doveva partire da quel momento.

Le discussioni stanno a zero e arriva il momento della votazione. Prende la parola Orsini che puntualizza nuovamente la questione e infine passa al voto: "Stiamo discutendo su una delibera piena di incertezze per questo il Partito democratico si astiene". Prende la parola Gentiletti che pur non avendo diritto di voto ci tienee a dire la sua: "Questa amministrazione comunale è arrogante. Nonostante le incertezze, vuole imporre un cambio di locazione, usa il potere pubblico in modo arbitrario". 

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Arriva il momento della Lega e rappresentare il partito spetta a Cristiano Ceccotti: "Ricordo all'amministrazione che l'ente è in dissesto e riconoso l'operato di questa giunta che sta cercando di risolvere la situazione ,cosa che l'amministrazione precedente non è riuscita a fare. Per questo il nostro voto è senz'altro positivo". A chiudere è Patrizia Braghiroli che ripete che nell'atto c'è indetrminatezza per questo anche il Movimento 5 stelle si astiene. Con 5 voti favorevoli e 3 astenzione si sono conclusi i giochi. L'ultima parola al Consiglio comunale.

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