Acqua pubblica, un comune si 'ribella': “No alla privatizzazione del Servizio Idrico Integrato di Terni”

Il consiglio comunale di Parrano ha approvato un ordine del giorno che rende immediatamente manifesta la propria volontà negativa

foto di repertorio

Arriva un'altra risposta sulla ventilata ipotesi di cessione di quote pubbliche del Servizio Idrico Integrato di Terni ad Umbriadue, controllata di Acea. “No alla privatizzazione”. È stato affermato durante l’ultimo consiglio comunale di Parrano a seguito dell’approvazione di un ordine del giorno in cui si impegna il sindaco e la giunta “A rendere immediatamente manifesta la propria volontà negativa rispetto alla suddetta ipotesi di riassetto societario e modifiche statutarie che dovessero indebolire la presenza del socio pubblico all’interno della società”. Come è noto la delibera di giunta era stata sottoposta al consiglio comunale di Terni ma, a causa della mancanza del numero legale, non esaminata lo scorso mese di dicembre 2019.

All’interno dell’ordine del giorno si sottolinea che: “Viene ventilata l’ipotesi di riassetto delle quote societarie dei soggetti privati e modifiche statutarie, in base alle quali i comuni potrebbero perdere ulteriore potere di indirizzo e di controllo all’interno della società”. Per tale ragione il Consiglio comunale invita anche: “A riconsiderare la possibilità di rendere pubblico il servizio idrico, dando piena attuazione alla volontà popolare espressa nel Referendum del 2011, predisponendo a tal fine uno studio di fattibilità per realizzare tale obiettivo.

A promuovere la costituzione di un forum sull’acqua con la partecipazione delle associazioni, dei sindacati, del comitato acqua pubblica e degli altri comuni della provincia serviti da SII, che dia avvio ad una discussione sul tema della gestione del servizio idrico, in conformità con la normativa europea, nel rispetto della volontà popolare – chiosano - espressa con i referendum del 2011 e dei principi di buona amministrazione della cosa pubblica”.

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